Sciopero generale: un boomerang per la Cgil

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Andrea TomatTomat (Confindustria): “necessaria la flessibilità per competere sui mercati”

Lo sciopero generale indetto dalla sola Cgil è stato un boomerang per i suoi organizzatori e per i partiti che lo hanno supportato. Uno sciopero fondato sull’acqua, visto che la manovra verso cui il sindacato e la sinistra ha protestato è stata nuovamente modificata in senso opposto a quanto auspicato dai suoi promotori. Uno sciopero pure poco partecipato, sia nel comparto pubblico che quello privato.

 

Cgil e partiti della sinistra hanno protestato contro uno dei principi di liberalizzazione contenuti nella manovra, quello che lascia alla libertà di contrattazione tra le parti la possibilità di derogare alla normativa nazionale e alla contrattazione nazionale, in modo di arrivare ad una maggiore elasticità tra imprese e lavoratori e la relativa rappresentanza sindacale aziendale. “Uno sciopero ingiustificato” dice il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat, secondo cui “l’obiettivo dell’art.8 è consentire a filiere produttive e a sistemi economici locali di recuperare produttività, riposizionando le imprese nelle nuove mappe di produzione industriale”. Dire come fanno Cgil e sinistra che questa è l’anticamera all’abrogazione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori è, per Tomat, “una lettura distorta. Le imprese per competere e per assicurare il mantenimento dei posti di lavoro hanno bisogno di flessibilità oltre che di stabilità. La nuova norma semmai rafforza l’accordo interconfederale del 28 giungo scorso”.