Per il bilancio della provincia di Trento scocca l’ora del rigore e dei tagli

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Rigore, coesione sociale, e crescita sono le tre parole d’ordine delle linee d’impostazione della manovra economico-finanziaria 2012 della provincia di Trento, a cui la Giunta ha dato il via libera. Dopo essere state discusse in sede dei tre partiti di maggioranza (Upd, Pd e Patt) che sostengono il governo provinciale, le linee d’impostazione sono state presentate dal presidente, Lorenzo Dellai, nella riunione di Giunta svoltasi alla Fondazione Mach, a San Michele all’Adige.

Per il governatore Lorenzo Dellai (Upt) “di fronte al perdurare della crisi economica, acuita dall’esplosione delle criticità connesse al debito sovrano dell’Italia, è necessario impostare anche per il 2012 una manovra forte che, pur assicurando il concorso responsabile della provincia di Trento rispetto all’eccezionale situazione di difficoltà della finanza pubblica statale, punti a un rilancio della crescita di tutti gli indicatori economici e sociali: Pil, produttività, occupazione. Mantenendo al tempo stesso inalterato il livello dei servizi, anzi migliorandolo laddove è possibile”. Questo il Dellai-pensiero che deve fare una quadratura in senso opposto rispetto agli anni trascorsi, quando le risorse disponibili nel bilancio dell’autonomia speciale erano in crescita anno dopo anno e gli amministratori provinciali spendevano senza preoccuparsi troppo. Per attuare questa strategia è necessaria la piena condivisione delle parti sociali ed economiche, con il cui contributo sono state impostate le linee generali della manovra. La priorità sarà data alle politiche che hanno come obiettivo quello di modernizzare il sistema pubblico, al fine di razionalizzare l’uso delle risorse disponibili e al tempo stesso di rendere sempre più efficiente la macchina amministrativa, dare un deciso impulso alla crescita e alla competitività del sistema trentino, garantire l’equità del sistema, sostenendo gli elevati livelli di welfare del Trentino, tutelando in particolar modo le fasce sociali in difficoltà, rafforzando il capitale sociale come fattore strategico di coesione e sviluppo. Sicuramente, il Governatore Dellai dovrà fare macchina indietro su quel contestatissimo percorso di esternalizzazioni di funzioni, ricorrendo alle agenzie e società di scopo, che è stato criticatissimo dalle opposizioni consiliari in quanto fonte di sprechi e di clientele.

Lorenzo DellaiQuanto alle cifre in gioco nel bilancio di previsione 2012, sul fronte delle entrate, le risorse rimangono invariate rispetto allo scorso anno, pari a 4,637 miliardi di euro (4,637,1 nel 2011), un livello niente male se rapportato alla popolazione residente in Provincia (poco più di 500.000 abitanti). Sul versante dell’autonomia tributaria della Provincia, l’intenzione è quella di non utilizzarla per aumentare ulteriormente la pressione fiscale a carico dei cittadini e delle imprese, ma per contro di attivare politiche di riduzione degli oneri fiscali al fine di stimolare azioni di rafforzamento del tessuto produttivo.

Quanto all’evoluzione della spesa, Dellai ha proposto di portare nel 2012 la spesa corrente ad un ammontare di 2,861 miliardi di euro (61,71% del totale) e una spesa in conto capitale pari a 1,776 miliardi di euro (38,29% del totale). Gli stanziamenti per scuola, sanità, assistenza sociale, che l’amministrazione definisce i pilastri del welfare, rimarranno invariati o conosceranno una leggera crescita. Sul versante della spesa corrente, il risparmio sarà ottenuto attraverso il contenimento delle spese discrezionali, delle spese per beni e servizi della Provincia e degli altri enti pubblici e il blocco di turnover e delle assunzioni a tempo determinato per le funzioni di back-office. Ancora nulla quanto riguarda il taglio dei costi della politica, specie in riferimento ai livelli di governo (ben tre: provincia, comunità di valle e comuni) e alla riduzione del numero degli amministratori e della loro indennità (e privilegi connessi).