La paga dei politici del Trentino Alto Adige analizzata da Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” ha sollevato polemiche e distinguo

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Gian Antonio Stella

Gian Antonio StellaDellai (21.000 euro lordi al mese) e Durnwalder (25.620 euro lordi al mese) guadagnano più di Obama (23.083 euro lordi al mese), Sarkozy (21.133 euro), Merkel (18.883 euro), Cameron (18.170 euro)

La politica delle province autonome di Trento e di Bolzano non cessa di fare discutere sulla stampa nazionale. Gian Antonio Stella sulle colonne del “Corriere della Sera” ha fatto le pulci alle paghe degli amministratori delle due province, riportandone i redditi mensili lordi. Davvero una bella paghetta, per degli amministratori che devono pensate ai bisogni di circa 500.000 residenti di ciascuna provincia autonoma. Il più pagato in assoluto è l’obmann dell’Alto Adige, Luis Durnwalder, che dall’alto dei suoi 25.620 euro lordi al mese seguito dal suo vice, Hans Berger (24.360 euro), sopravanza di un bel po’ capi di stato come Barak Obama (presidente degli Stati Uniti, 308 milioni di abitanti, fermo a soli 23.083 euro lordi al mese), oppure la cancelliera della Germania, Angela Merkel (oltre 90 milioni di abitanti, 18.883 euro), o anche il primo cittadino di Francia, Nicolas Sarkozy (21.133 euro). Non se la passa male nemmeno il presidente del Consiglio provinciale di Bolzano, Mauro Minniti, che per “governare” l’attività di 35 consiglieri riceve ogni mese 21.440 euro lordi al mese. Che dire del “povero” presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai, fermo a “soli” 21.000 euro lordi al mese, che prova a buttarla sull’ironico (“dovrò spiegare bene a mia moglie quanto guadagno esattamente, perché a leggere certe cifre riportate dal Corriere potrebbe pensare che abbia un’altra famiglia da mantenere”). Bei soldini, non c’è che dire, anche se al netto del peso del fisco e del contributo spesso elargito al partito di appartenenza le cifre si dimezzano e anche oltre, anche se spesso tali retribuzioni sono accompagnati da un impegno personale non proprio da stakanovisti e da onerose responsabilità. Anche se Durnwalder, con la faccia tosta che lo caratterizza, dice che lui “è il primo dipendente provinciale che apre il portone del Palazzo alle sei del mattino e lavora per 17 ore al giorno” e che sottolinea come lui “guadagni un terzo dello stipendio del direttore generale della Cassa di risparmio locale”, Stella gira il coltello nella piaga dei costi della politica, sottolineando come nelle autonomie speciali una poltrona o uno strapuntino retribuito non si neghi a nessuno: dalle circoscrizioni (nel comune di Trento, 105.000 abitanti, sono ben 12 e a Rovereto, 35.000 anime, 7; in tutt’Italia sotto i 250.000 residenti sono state abolite. Un presidente di circoscrizione “becca” quasi 1.000 euro lordi al mese, il consigliere semplice il gettone di presenza) alle Comunità di valle (nuovo ente intermedio tra la Provincia e i Comuni, ben 15, ora sotto scacco del referendum abrogativo che la Lega Nord ha promosso. I presidenti incassano da 2.891 a 3.533 euro lordi al mese, gli assessori 867, i vicepresidenti 1.060), sono ben cinque i livelli di governo locale e tutto è un fiorire di incarichi o di consulenze spesso di chiaro sapore clientelare. Le province autonome saranno sì un esempio per capacità di governo e per la qualità della spesa pubblica, tanto da meritare la presenza continuativa ai vertici delle classifiche nazionali della qualità della vita, ma quella che Stella definisce la “casta” a buon diritto andrebbe messa a ferrea dieta, per il bene loro, dei contribuenti e della democrazia partecipativa. Senza che qualcuno parli di “aggressioni personali e alle funzioni” (Dellai dixit), rischiando di “farla fuori del vaso” in un eccesso d’ira per lesa maestà. Non si tratta di facile populismo, ma la politica in salsa autonomista ai contribuenti locali costa veramente troppo (95,3 euro/anno a ciascun residente).