Riduzione dei costi della politica e del numero dei politici in Trentino Alto Adige marcia indietro

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SVP Oskar Peterlini

SVP Oskar PeterliniLa Commissione affari costituzionali congela la discussione sulla riduzione del numero dei consiglieri delle regioni e province autonome. Peterlini (Svp): “un’importante vittoria”. Ruffato (PdL): “un’esibizione irridente dell’Italia dei privilegi”

Sulla rovente questione della riduzione dei costi della politica e del numero dei politici nelle varie istituzioni, la Commissione affari costituzionali del Senato ha deciso di accantonare il passaggio riguardante la riduzione del numero dei consiglieri delle regioni e delle province autonome. Una decisione salutata positivamente dal senatore della Svp Oskar Peterlini, secondo cui “questa è un’importante vittoria”, sottolineando come “ogni modifica riguardante il numero dei consiglieri delle due province autonome deve essere presa d’intesa con l’Austria garante dell’autonomia dell’Alto Adige”.

Clodovaldo Ruffato PDL

 

Per la cronaca, la proposta era di ridurre il numero dei consiglieri provinciali di Trento e Bolzano dagli attuali 35 a 27. Tanto è bastato per sollevare le critiche del presidente del Consiglio regionale del Veneto: per Clodovaldo Ruffato (PdL) “c’è un’Italia che taglia davvero i costi della politica, ed il Veneto è in prima linea e c’è un’Italia che promette di farlo, ma non si decide. C’è un’Italia che non solo nasconde la mano e la cassa dietro lo scudo dello statuto speciale, ma che addirittura se ne vanta”. Quella fatta dal senatore Peterlini per Ruffato è “un’esibizione irridente di quest’Italia dei privilegi. Applicando la stessa logica di tutela delle diverse minoranze linguistiche – prosegue Ruffato – verrebbe da chiedere allo Stato di spostare quelle tutele e quei benefici al Veneto, oggi vera ‘minoranza’ stretta e mortificata dai privilegi istituzionali e finanziari delle confinanti due regioni a statuto speciale. Eppure il Veneto non chiede privilegi e ha già provveduto a tagliare il numero dei suoi consiglieri, approvando un nuovo Statuto che li riduce da 60 a 51 e anticipando così le altre Regioni e il Parlamento nazionale”.

Per il presidente del Consiglio veneto “poiché crediamo in un’Italia unita e solidale, vorremmo che non ci fossero più regioni più ‘speciali’ delle altre ma che di ‘speciale’ in questo Paese ci fosse solo l’impegno a risanare e rilanciare l’economia nazionale”.