V Conto Energia: 28.000 tra installatori ed edili di Confartigianato Imprese Veneto si appellano al Governo

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Metalsistem inauguazione impianto fotovoltaico stabilimento dettaglio pannello
Metalsistem inauguazione impianto fotovoltaico stabilimento dettaglio pannelloLa richiesta è di non penalizzate l’efficienza energetica e l’indotto generato dall’installazione di moduli fotovoltaici

28.000 titolari di imprese artigiane venete edili e di installazione, assieme ai loro 60.000 collaboratori, uniscono le loro voci per dire “NO alla riduzione degli incentivi al fotovoltaico, alle rinnovabili ed alla efficienza energetica”. Non v’è certezza. Ma, dalle indiscrezioni sulle bozze del V conto energia circolate in questi ultimi giorni, che trovano però conferma da esternazioni di ministri importanti come Corrado Passera (che ha recentemente affermato “in passato si è speso troppo e male, ecco perché ora l’esecutivo interverrà riallineando gli incentivi a quelli degli altri Paesi”), si prospettano tempi durissimi per le imprese italiane e venete impegnate nella green economy.

“Il Governo Monti – chiedono assieme Paolo Bassani e Mauro Zattara rispettivamente presidenti della Federazione regionale Edili e degli Installatori di Impianti – non metta in ginocchio un comparto strategico per il Paese. E l’unico che sembra non risentire della crisi che sta uccidendo imprese (ed imprenditori) del variegato mondo dell’edilizia. Anzi, proprio l’efficienza energetica, abbinata in regione del Veneto alle opportunità date dal II° Piano Casa, sta avendo una funzione anticiclica davvero importate”.

Bassani e Zattara sono “preoccupati e non poco per l’assoluta assenza di un confronto tra Governo e associazioni di categoria per l’esame degli interventi sulla materia. Chiediamo che il Governo incontri quanto prima gli operatori per un confronto aperto e responsabile sugli incentivi e sullo sviluppo di medio-lungo periodo di questo settore che è ormai costituito da migliaia di imprese, spesso con personale giovane e dinamico, che hanno investito ingenti risorse e che intendono farlo anche nei prossimi anni”.

Nel settore delle energie rinnovabili l’incertezza “è deleteria – concludono Bassani e Zattera-. I cittadini non sapendo cosa potrà succedere e come le decisioni del Governo potranno influenzare i loro investimenti, abbandonano i loro progetti anche ora che gli incentivi sono operativi e utilizzabili. Il Governo non può e non deve sbagliare sul fronte delle rinnovabili. Il colpo potrebbe essere quello definitivo per le imprese dei nostri settori. Oltre che una battuta d’arresto per le strategie energetiche italiane mentre tutta l’Europa sta rapidamente virando verso le energie verdi”.

Legittime sono le preoccupazioni degli installatori, ma altrettanto evidenti sono le distorsioni che il sistema del “Conto energia” ha indotto sul mercato dell’energia (grazie al meccanismo degli incentivi decisamente generoso che gravita con extracosti sulle bollette di tutti gli utilizzatori energetici) e sulla bilancia commerciale nazionale, visto che la produzione nazionale di pannelli fotovoltaici è rimasta marginale, con quasi tutto il materiale installato proveniente dall’estero (Germania e Cina in primis). Inoltre, non va sottovalutato che la politica incentivante fin qui tenuta va parametrata anche sulla base dei costi d’impianto, visto che quello dei pannelli fotovoltaici nel corso degli ultimi anni è letteralmente crollato, facendo giungere già per quest’anno la soglia di parità, per cui l’installazione di un buon impianto fotovoltaico è conveniente a prescindere dalla presenza o meno di incentivi pubblici.