Ipotesi TARES del Comune di Verona: no di Confartigianato

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confartigianato-assemblea-verona-presidente-Andrea-Bissoli-nordestBissoli: “consapevoli delle difficoltà dei comuni, ma si continua a fare cassa sulle spalle delle imprese. Si moduli verso il basso l’aliquota”

Il piano finanziario predisposto dalla giunta comunale di Verona suscita molte perplessità da parte delle categorie produttive, ad iniziare da quella artigiana. Secondo Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Verona, “siamo consapevoli che per le amministrazioni comunali non è un buon momento: anche quelle virtuose, a fronte di minori trasferimenti finanziari da parte dello Stato, sono costrette a continuare a mettere le mani in tasca ai cittadini e, probabilmente, si rendono conto di passare, come ultimo anello della catena pubblica, per i ‘cattivi’ della situazione, ma è inconcepibile che a pagare siano sempre gli stessi, che si insista a fare cassa sulle spalle delle imprese”.

Si tratterà di un’ulteriore batosta, visto che il Governo si aspetta dalla Tares maggiori entrate per i comuni pari a 1 miliardo di euro nel 2013 e un ulteriore miliardo nel 2014. Aumenti che vanno ad aggiungersi a quelli registrati negli ultimi 10 anni con la crescita del 57% delle tariffe rifiuti in Italia.

“Oltre alla crisi, alla burocrazia, al calo dei consumi e al perdurare dei ritardi di pagamento che prosciugano la liquidità di cassa per le imprese, sulle spalle degli artigiani sta per arrivare anche la stangata Tares – continua Bissoli -. La nuova imposta si basa sulla dimensione degli immobili e sul numero dei componenti che vi abitano. Per calcolarla viene considerato il valore medio di produzione dei rifiuti che è diverso da famiglia a famiglia e varia a seconda della tipologie delle imprese. In base a questo viene calcolato un coefficiente rapportato all’80% della superficie dell’immobile. Alla cifra che si ottiene saranno poi aggiunti 30 centesimi a metro quadrato che è l’ammontare del conguaglio finale che si dovrà pagare a fine anno. Una metodologia foriera di problemi, ad iniziare dal fatto che ci sono interi capannoni sfitti e non utilizzati a causa della mancanza di lavoro, o della chiusura delle attività, eppure su quegli immobili si deve comunque pagare una tassa ambientale, per la parte legata alla superficie, nonostante di rifiuti non se ne creino. Questo è il paradosso tutto Italiano”.

“Ci aspettiamo che a Verona, ma anche in tutti i comuni della provincia – afferma il presidente di Confartigianato Verona – si tenga conto della situazione di crisi e che si decida di modulare verso il basso l’aliquota della Tares per le imprese, perché non c’è solo questa tassa a pesare: la miriade di adempimenti che grava su ogni impresa porta la tassazione globale ed effettiva sull’attività d’impresa ad un livello ormai insostenibile, come testimoniano i recenti dati sui fallimenti. In questa situazione, anche un aumento del 4%, che per alcuni può sembrare ininfluente, per le molte aziende in profonda crisi può tramutarsi in un colpo di grazia”.