XX edizione de “Pordenone Guitar Festival”

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pordenone guitar festival Filomena Moretti
pordenone guitar festival Filomena MorettiNella seconda serata del festival Filomena Moretti interpreta pagine di Bach, Rodrigo, De Falla, Barrios, Albéniz, Tárrega

Protagonista della seconda giornata del “Pordenone Guitar Festival” di Farandola, venerdì 8 maggio (ore 21.00, Auditorium della Regione di Pordenone) è Filomena Moretti, artista imperdibile, non solo per le sue capacità virtuosistiche, ma anche per via della rarità delle sue apparizioni, che offrirà un compendio della sua arte, da Bach alle appassionate trascrizioni dei capolavori di De Falla e Albéniz.

La carriera della Moretti è esplosa quando aveva solo 22 anni con la trionfale vittoria al Concorso internazionale “Pittaluga” di Alessandria, cui seguì quella al Concours de l’Aram in Canada. Nel suo ricco palmares c’è anche la Chitarra d’oro per il miglior disco nel 1998 per un cd dedicato alle Sonate di Sor (premiato con la Chitarra d’oro nel 1998). Si esibisce nelle sale più importanti  delle maggiori capitali europee, come solista o accompagnata dall’orchestra.

Il programma della serata si apre con Bach e Rodrigo, di cui ha realizzato la registrazione dell’opera omnia (accolta dalla critica specializzata con entusiastici apprezzamenti): “Poesia e virtuosismo”, opera omnia di Bach per liuto e l’opera omnia per chitarra sola di Rodrigo. Di Rodrigo, in particolare, ha scelto “Invocación y Danza”, che si colloca al vertice della sua produzione per la drammatica eloquenza e la forza dei contrasti tra fasi eteree e infuocate. La seconda parte del programma si apre con De Falla (“Omaggio a Debussy”, scandito in tempo di habanera, capolavoro di sintesi e magia timbrica, apice del tenebrismo chitarristico del Novecento, e due danze per orchestra tratte dai balletti che lo resero celebre in tutto il mondo). Seguono “Asturias”, pilastro del repertorio ispanico per chitarra, e l’arguta e appassionata “Sevilla di Albéniz”. Un “Sueño en la floresta” del geniale paraguayano Barrios porta suggestioni del folclore latino americano. La chiusura è affidata a “La Gran Jota” di Tárrega, contraddistinta da una raffinata ricerca effettistica.