Veneto Banca e Popolare Vicenza offrono agli azionisti azzerati il 15% del capitale a titolo di risarcimento

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Protesta degli azionisti. Codacons: «vergognosa elemosina. Solo briciole ai piccoli azionisti»

 

popolare vicenza protesta azionistiIn due distinte comunicazioni, Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno annunciato ai loro soci azzerati dalla gestione scriteriata degli ultimi anni solo il 15% del capitale inizialmente investito, sollevando le pesanti critiche degli interessati che a Padova hanno protestato in mutande dinanzi all’albergo deve i nuovi vertici dei due istituti hanno presentato l’offerta.

La Banca Popolare di Vicenza offre 9 euro ad azione ai soci “azzerati” in cambio della rinuncia ai contenziosi con la banca. L’offerta di transazione è rivolta a 94.000 azionisti, partirà il 10 gennaio e si chiuderà il 22 marzo. La Popolare di Vicenza subordina la validità dell’offerta all’adesione di almeno l’80% delle azioni interessate, cioè quelle acquistate negli ultimi dieci anni. A chi accetta la proposta saranno riservate «esclusive condizioni commerciali».

La soglia di adesione dell’80% è rinunciabile dalla banca, che si riserva la facoltà di estendere fino al 30 giugno 2017 il periodo di adesione «in presenza di motivate ragioni, in particolare per favorire la più ampia adesione». La proposta transattiva approvata dal consiglio di amministrazione di Pop Vicenza prevede il pagamento di 9 euro ad azione per ogni azione acquistata tramite una banca del gruppo a partire dal 1 gennaio 2007 e sino al 31 dicembre 2016, al netto delle vendite. Il prezzo offerto rappresenta il 14,4% del prezzo massimo raggiunto dall’azione (62,5 euro). I 94.000 azionisti a cui si rivolge l’iniziativa, spiega il comunicato, sono stati individuati secondo criteri oggettivi, che comprendono principalmente persone fisiche, società di persone, fondazioni, Onlus ed enti senza fine di lucro. Domani, giorno di avvio dell’offerta, sarà inviata a tutti gli azionisti una lettera in cui verranno specificate nel dettaglio le modalità e le tempistiche dell’offerta. 

Sull’altro fronte, Veneto Banca promuoverà un’offerta di transazione con un indennizzo pari al 15% agli azionisti. L’iniziativa si rivolge a circa 75.000 azionisti, pari a circa l’85% del totale. L’offerta di transazione potrà concretizzarsi con un’adesione pari ad almeno l’80% delle azioni interessate. Tale condizione è rinunciabile dalla banca. L’esito della offerta è previsto per aprile. In caso di esito positivo, il pagamento del riconoscimento economico avverrà entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione. Anche per Veneto Banca, nei prossimi giorni, gli azionisti che rispondono ai requisiti necessari riceveranno una lettera con i dettagli dell’offerta alla quale potranno aderire fino al 15 marzo 2017 recandosi nella propria filiale. 

«Il consiglio di amministrazione e la direzione di Veneto Banca hanno voluto dare un segnale forte e tangibile agli azionisti che hanno subito gravi conseguenze a causa della passata mala gestio del nostro Gruppo, nei confronti della quale stiamo procedendo a una circostanziata azione di responsabilità – afferma il presidente, Massimo Lanza -. Sono proposte chiare e concrete, le uniche che possano alleviare in tempi brevi i disagi provocati a tante famiglie. Le nostre offerte – sottolinea Lanza – rappresentano una svolta determinante nel percorso di riconciliazione con gli azionisti e per il futuro stesso della Banca, che sta tornando a sostenere e rilanciare l’economia dei territori di riferimento».

Per Lanza l’offerta di transazione proposta da Veneto Banca e dalla Popolare di Vicenza agli azionisti azzerati vale «un po’ più di mezzo miliardo» di euro. Secondo Fabrizio Viola, amministratore delegato di Popolare Vicenza, l’offerta di transazione di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza punta a «ridurre in modo significativo il rischio legale delle due banche come passo fondamentale per il percorso risanamento e rilancio che avrà necessità di nuovi capitali che non possono essere reperiti senza risposta di certezza al rischio legale. Abbiamo bisogno di concludere con gli azionisti delle due banche un patto che a fronte di un importante impegno delle banche nel ristoro delle perdite sulle azioni permetta di ripartire guardando al futuro.