Rinnovo concessione autostrade “in house” a NordEst: avanti piano, anzi pianissimo

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Anas entra in Autovie. Dubbi sulla concessione diretta di A22 agli enti locali del Trentino Alto Adige. A breve vertice al Ministero con le regioni interessate

casello autostradaleIl rinnovo delle concessioni autostradali del NordEst (Autobrennero e Autovie Venete) procede piano, anzi pianissimo, complice i notevoli problemi istituzionali e burocratici.

Dopo il sostanziale via libera da parte della Commissione europea che ha ingoiato il mancato rinnovo tramite gara aperta, il problema maggiore sta nel fatto che c’è qualche problema di ordine giuridico e anche istituzionale nel rilascio della concessione da parte dello Stato agli enti locali territoriali. Tra le sedi delle regioni Friuli Venezia Giulia e quella del Trentino Alto Adige sono in corso delicate trattative per sbrogliare la questione.

La situazione per Autovie Venete parrebbe più avanzata, in quanto è previsto l’ingresso nel capitale di Autovie dell’Anas, realtà posseduta interamente dallo Stato. «La Commissione chiede che la società “in house” sia al 100% pubblica e non “prevalentemente pubblica”, come si era detto inizialmente. Anas oggi è una società interamente pubblica e la possibile fusione con Ferrovie dello Stato vedrebbe Anas diventare una società partecipata indirettamente da una società a sua volta partecipata al 100% dallo Stato – ha detto la presidente della regione giuliana, Debora Serracchiani – La natura totalmente pubblica di Anas è salvaguardata e dunque non si inciderebbe sull’idea iniziale di formare una società pubblica composta da FVG, Veneto e Anas. Questa è la linea di Commissione europea, ministero dei Trasporti e ministero dell’Economia. La Commissione ha detto che al suo interno deve esserci il ministero delle Infrastrutture, in quanto concedente». Serracchiani ha aggiunto che «nelle prossime settimane Friuli Venezia Giulia, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano si incontreranno con il ministro Delrio per approfondire la questione». 

Ribadendo che l’ingresso di Anas nella “newco” autostradale rappresenta la soluzione prioritaria dal punto di vista strategico, Serracchiani ha evidenziato che «esiste anche la possibilità di un percorso alternativo, con un intervento diretto della Regione: si tratterebbe di un’operazione completamente diversa per cui dovremmo avere un intervento diverso di Cassa depositi e prestiti, nonché un prolungamento dell’impegno già assunto» sul fronte del prestito da 600 milioni concesso da Cdp e Bei. Serracchiani ha precisato che «bisogna partire quanto prima con la creazione della società pubblica, anche attraverso il coinvolgimento iniziale esclusivo delle due Regioni e un ingresso successivo di Anas nella compagine societaria, qualora le condizioni lo richiedessero». 

Nel caso di Autobrennero, la soluzione che va delineandosi è quella di un ingresso dello Stato in forma diretta o tramite dell’Anas all’interno del comitato di controllo : per il presidente della provincia di Trento, Ugo Rossi, «deve essere chiarito che l’ingresso dello Stato nella compagine non significa il controllo della società da parte della mano pubblica, ma bisogna comunque trovare il modo di dare allo Stato concedente il giusto peso».

Sul tema del rinnovo della concessione ad Autobrennero è intervenuta anche la Corte dei conti, secondo cui «il rinnovo deve passare attraverso l’emanazione preliminare di una specifica normadi attuazione dello Statuto speciale con cui si normi la competenza concorrente delle due province autonome in fatto di autostrade. Secondo la Corte, la norma è fondamentale per blindare la concessione trentennale, pena il rischio di esporre il rinnovo al ricorso da parte di altri soggetti interessati alla concessione. Il che è molto probabile, trattandosi, nel caso di Autobrennero, di una sorta di gallina dalle uova d’oro, capace di garantire decine di milioni di euro di utili ogni anno.