Azienda sanitaria del Trentino: la Giunta provinciale approva il Regolamento della riorganizzazione

0
168
azienda provinciale servizi sanitari vertici bordon zeni
Zeni: semplificato il livello di gestione e di governo della sanità trentina». Bordon: «in un anno abbiamo cambiato l’assetto organizzativo dei servizi a favore dei cittadini»

azienda provinciale servizi sanitari vertici bordon zeniLa Giunta provinciale di Trento ha approvato il regolamento di riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) che semplifica notevolmente i livelli di governo interni ed esterni del servizio sanitario provinciale per assicurare ai cittadini servizi di livello qualitativo ancora più elevato.

Un anno di tempo per passare da una gestione basata su 6 articolazioni organizzative fondamentali (AOF) e 21 strutture complesse tecnico/amministrative, ad una gestione più snella con 3 AOF (Dipartimento prevenzione, Servizio territoriale e Servizio ospedaliero provinciale), 6 dipartimenti tecnico amministrativi e 5 nuove figure di coordinatori dell’integrazione fra ospedale e territorio per presidiare i processi a livello locale, con il Servizio ospedaliero provinciale che passa da un’organizzazione articolata in 7 strutture ospedaliere a una basata su 7 aree trasversali. Una riorganizzazione che, a regime dopo un periodo di sperimentazione che si concluderà il 30 gugno 2018, dovrebbe consentire un risparmio di 1,2 milioni di euro che saranno reinvestiti, assicura l’assessore provinciale alla sanità, Luca Zeni, al miglioramento dei servizi sanitari locali.

«La riorganizzazione aziendale, alla quale Apss si sta progressivamente adeguando – ha sottolineato Zeni -, ha come obiettivo il miglioramento dell’integrazione tra ospedale e territorio, un rafforzamento del governo unitario del Servizio ospedaliero provinciale, una maggiore omogeneità dei servizi offerti, nonché la razionalizzazione dei costi. Soprattutto il risultato che ci attendiamo è una presa in carico globale delle persone, al fine di umanizzare i percorsi di cura, integrando ospedale e territorio con servizi di base più vicini al cittadino, e questo anche grazie alle cinque nuove figure dei coordinatori, che devono garantire, per ciascun ambito, il presidio dei percorsi clinico assistenziali trasversali. Vogliamo favorire – continua Zeni – una presa in carico della persona nella sua interezza, rafforzando i rapporti fra la rete ospedaliera, il territorio, le Comunità di valle e il settore socio-assistenziale: è il territorio il luogo per eccellenza dove si realizza l’integrazione tra i vari livelli di assistenza a garanzia della continuità assistenziale, ovvero prevenzione, assistenza ospedaliera, assistenza territoriale sanitaria e sociale».

Ad esprimere la proprio soddisfazione è stato anche i direttore generale dell’Apss, Paolo Bordon: «grazie a questo passaggio, l’Azienda sanitaria potrà attivare anche gli ultimi passaggi della riorganizzazione interna, portando a regime quei meccanismi gestionali che auspicabilmente potranno favorire e migliorare i collegamenti tra strutture ospedaliere e territoriali».

L’approvazione del Regolamento di organizzazione aziendale, frutto di un lavoro svolto esclusivamente da risorse interne all’Apss, rappresenta un risultato importante, frutto di un lavoro portato avanti negli ultimi mesi con impegno e responsabilità da parte delle diverse componenti professionali dell’Apss.

Il nuovo regolamento si ispira ad un modello gerarchico per processi e funzionale per percorsi clinico-assistenziali: per fornire al cittadino prestazioni sanitarie di alta qualità e sicurezza, clinicamente appropriate ed efficaci, nonché per soddisfare i bisogni emergenti e multidimensionali della popolazione è necessario superare l’attuale modello di distretto sanitario quale “produttore” di servizi sanitari e socio‐sanitari per il proprio ambito territoriale di riferimento verso un modello organizzativo per processi. Diversi gli obiettivi, tra i quali garantire il miglioramento dell’integrazione tra ospedale e territorio, semplificando e uniformando i percorsi per il pazienti, sviluppare il governo unitario del Servizio ospedaliero provinciale, assicurare una maggiore omogeneità dei servizi offerti e il potenziamento delle azioni e delle politiche orientate alla prevenzione nonché il contenimento dei costi attraverso l’utilizzo integrato delle risorse.

Nel regolamento vengono definiti i principi ispiratori del modello organizzativo, le modalità di gestione aziendale, gli organi e gli organismi nonché l’articolazione interna nelle sue strutture che vede importanti novità rispetto alla precedente organizzazione.

L’organizzazione aziendale, nella sua nuova articolazione strutturale, prevede tre articolazioni organizzative fondamentali (in precedenza erano sei): il Servizio ospedaliero provinciale, il Servizio territoriale e il Dipartimento di prevenzione. Il Servizio territoriale è ripartito in tre aree (cure primarie, riabilitazione e salute mentale) e subentra nelle funzioni dei singoli distretti sanitari. La ripartizione in aree (medica, medica specialistica, chirurgica, chirurgica specialistica, materno infantile, servizi, emergenza) è prevista anche per il Servizio ospedaliero provinciale, costituito da tutti i presidi ospedalieri pubblici.

Assoluta novità per il panorama sanitario italiano la figura del coordinatore dell’integrazione fra ospedale e territorio che ha il compito di facilitare la realizzazione dei percorsi clinico-assistenziali trasversali promuovendo l’integrazione tra assistenza ospedaliera, territoriale e attività di prevenzione. 

Per quanto riguarda l’organizzazione tecnico–amministrativa è stata prevista, in sostituzione delle aree di tecnostruttura, l’introduzione di sei dipartimenti, articolati in servizi e uffici sulla base del modello organizzativo previsto per la Provincia di Trento. Nel regolamento vengono inoltre chiariti i rapporti che l’Apss intrattiene con tutte le parti interessate, con un particolare riguardo ai rapporti con la società e i cittadini, con le organizzazioni sindacali, con le istituzioni e, in generale, con gli altri soggetti del Servizio sanitario provinciale.