Austria svolta verso il centro destra con oltre il 50% dei consensi

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ministro esteri austriaco sebastian kurz
In Alto Adige soddisfatta la SVP, amareggiata la sinistra che teme il ripetersi del risultato alle politiche italiane di primavera e alle regionali d’autunno

ministro esteri austriaco sebastian kurzL’Austria felix svolta verso la destra, con una forte affermazione dell’Övp guidata dal giovanissimo ministro degli esteri Sebastian Kurz ora in predicato di diventare il primo ministro più giovane d’Europa, molto probabilmente con i conservatori della Fpö di Heinz-Christian Strache, giunto ad un’incollatura dai socialdemocratici sonoramente sconfitti dall’esito elettorale, ma che potrebbero anche risalire al secondo posto se giovedì prossimo lo scrutinio del voto per posta  – quest’anno particolarmente utilizzato – darà l’esisto sperato.

Intanto, al di qua del confine del Brennero il voto austriaco ha generato reazioni contrastanti, tra l’esultanza della SVP alleata del Partito Popolare di Kurz e dei Freihetlichen “cugini” del partito di Strache, mentre dal PD si levano forti preoccupazioni circa l’esito elettorale austriaco proiettato sullo scenario italiano e locale per gli appuntamenti del prossimo anno. 

«Credo – sottolinea il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher (SVP) – che finite le elezioni finirà anche la propaganda sul Brennero e sui migranti anche perché la situazione è tranquilla. É vero che l’Övp ha preso una posizione molto forte sull’immigrazione, ma Kurz non è il magiaro Orban. L’Övp è la nostra sorella maggiore, è stato il primo partito austriaco convintamente europeista e non credo che, da questo di vista, ci saranno grandi cambiamenti. Spero Kurz che segua lo stesso indirizzo dei suoi predecessori». Se Kompatscher è felice per l’affermazione eletorale di Kurz, viceversa storce la bocca per l’eventuale (ma più che certa) partecipazione della Fpö di Strache al governo: «non è scontato, anche Kern vuole fare trattative serie. Anche se ultimamente la Fpö ha moderato i toni antieuropei resta sempre un partito di estrema destra con diversi personaggi xenofobi al suo interno».

Chi in Alto Adige brinda a tutta forza è la destra sudtirolese: per il segretario dei Freihetlichen Andreas Leiter Reber, che recato a Vienna per festeggiare insieme a Stracher, «siamo contenti del risultato della Fpö e credo che questo voto sia importante per il Sudtirolo. I temi come il doppio passaporto o l’indipendenza troveranno molta più attenzione a Vienna, specialmente se la Fpö entrerà a far parte del governo».

Soddisfazione anche tra le fila di Forza Italia: «sono molto felice della vittoria del partito popolare, la Svp in Austria, perché evidenzia che spira un vento di centrodestra in tutta Europa a fronte delle politiche fallimentari e distanti dai popoli, delle sinistre varie» afferma la deputata azzurra e coordinatrice del Trentino Alto Adige, Michaela Biancofiore -. Il giovane premier Kurz, che a dispetto del proprio cognome che significa “corto”, vince vedendo molto “lungo”: richiamandosi cioè ai più sani principi e valori nazionali e che certo possono preoccupare un’Italia viceversa lassista, che apre le porte indiscriminatamente, abiura alle radici cristiane e alle proprie tradizioni. La vittoria di Kurz, che probabilmente si alleerà con la destra liberale, dimostra ancora una volta che il centrodestra vince sull’asse del centro che si ispira al partito popolare europeo alleato delle destre, come afferma a ragione il presidente Berlusconi. Ora sarebbe interessante conoscere le opinioni dell’ Svp». 

Dal Friuli il voto austriaco è salutato positivamente anche dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: «anche l’Austria ha scelto la concretezza e capacità amministrativa e di governo del centrodestra. Una svolta importante per i nostri cari vicini che con un ampio consenso hanno affidato la guida del Paese all’affidabile e determinato Sebastian Kurz. Ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con il neo cancelliere austriaco al vertice che si è svolto a Trieste il luglio scorso, nel suo ruolo di ministro degli Esteri – dice Dipiazza – mi complimento con Kurz per questo importante risultato e sono certo che i rapporti tra la nostra città e l’Austria si rafforzeranno ulteriormente grazie ai tanti temi in comune ed alla concreta capacità amministrativa».

Umore decisamente opposto tra le file della sinistra: decisamente pessimisti il vicepresidente della Provincia, Christian Tommasini, e il sottosegretario alle Regioni, Gianclaudio Bressa: «il risultato elettorale in Austria ci preoccupa per la decisa affermazione della destra e dell’ultradestra». «Ha vinto la destra, non i moderati – sottolinea il bellunese Bressa -. Kurz ha sposato il programma di Strache, insieme i due partiti hanno il 60%. Questo è preoccupante per l’Europa non solo per l’Alto Adige. Non credo che Kurz voglia mettere in pericolo i rapporti con l’Italia».

Mastica amaro anche la presidente del Friuli Venezia Giulia ed ex vicesegretario del PD, Debora Serracchiani: «toccherà al vincitore Sebastian Kurz, cui auguro buon lavoro, dismettere i toni della campagna elettorale e svolgere un ruolo di mediazione e moderazione, tenendo il suo Paese su un argine europeista. L’avanzata della destra è un fenomeno che riguarda l’Europa nel suo complesso e che in Austria era largamente annunciata già nel 2016 dall’esito del primo turno delle presidenziali. Ma l’Austria è una solida democrazia e un partner strategico: confido che il dialogo resterà vivo e proficuo, a livello bilaterale e nel contesto europeo».

Tornando a Vienna, Kurz ha parlato di vittoria storica e di un segnale forte della volontà del popolo austriaco di cambiare il paese: «cari amici, è una giornata storica. Come sapete alle ultime elezioni, e in tutto l’ultimo decennio, non abbiamo ottenuto grandi risultati. Per questo quella di oggi è una giornata stoica, è la nostra occasione per guidare il paese e realizzare veri e urgenti cambiamenti. Grazie di tutto». 

Ora si aprono i giochi per il futuro governo. Il Partito popolare potrebbe formare una coalizione con la destra di Heinz-Christian Strache anche se lo stesso Kurz ha dichiarato di non escludere nessuna alternativa post-voto. Gli esperti ritengono però che la coalizione di centro destra sia la più probabile, anche perché nell’ultimo anno la convivenza tra Kurz e i socialdemocratici dello sconfitto Kern non è stata semplice. Un’alleanza tra Kurz e Strache potrebbe avvicinare geopoliticamente l’Austria ai partner centro-europei del “Gruppo di Visegrad”, Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, che sposano la dura posizione sui migranti assunta al ministero degli Esteri da Kurz nel corso del suo mandato, oltre che un atteggiamento euroscettico nei confronti di un Europa sempre più globalista e terzomondista. 

Per Norbert Hofer, già candiato alla presidenza della repubblica austriaca della Fpö bruciato con un ridotto scarto dal candidato verde, «ciò di cui abbiamo veramente bisogno è il ritorno di una grande e forte Mitteleuropa, dobbiamo guardare anche ad Est. Ovviamente abbiamo anche bisogno di buoni rapporti con la Germania e con la Francia, ma dobbiamo irrobustire questa parte centrale dell’Europa». Quanto al rafforzamento dei controlli anti clandestini al Brennero, Hofer spiega che «anzitutto dobbiamo impegnarci a blindare le frontiere esterne dell’Unione europea. E’ l’unico modo per garantire Schengen in quelle interne».