PSR Veneto: bilancio di metà programma 2014-2020

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agricoltura veneto Signora Pan Contarin Tomasutti.pg
Pan: «la Regione prima per volume e capacità di spesa. Pronti altri 12 bandi per 70 milioni di euro. Attenzione alle emergenze aviaria, Pfas e contrasto ad animali nocivi»

agricoltura veneto Signora Pan Contarin Tomasutti.pgAl giro di boa del ciclo settennale di impegno dei fondi europei del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, la Regione Veneto è ai primi posti in classifica per risorse impegnate, pagamenti effettuati e tempi di spesa: dai 1.169 milioni del “pacchetto” complessivo del Psr veneto, gli aiuti già concessi superano i 600 milioni, sono 338 i milioni impegnati (pari a circa il 30% del totale), 27.000 le domande finanziate, con tempi medi di pagamento di 45 giorni. Su un totale di 120.000 aziende attive in Veneto nel settore agricolo, in pratica una su 5 ha beneficiato degli aiuti del Psr.

«Il Programma di sviluppo rurale è il grande volano di sviluppo e di innovazione per la nostra agricoltura», ha sottolineato l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, tracciando il bilancio di metà settennato, insieme a Fabrizio Stella, direttore di Avepa (l’ente pagatore), a Franco Contarin, responsabile della gestione del Psr, Walter Signora, direttore dell’unità organizzativa regionale. «Rispetto alla programmazione precedente 2007-2013, abbiamo – prosegue Pan – aumentato le risorse, affinato bandi e obiettivi, dimezzato i tempi di impegno e di pagamento e potenziato la comunicazione: oltre mille imprenditori sono stati protagonisti in queste settimane dei “dialoghi” sul Psr, condotti nelle sette province venete, per far conoscere agli agricoltori opportunità e risultati del programma».

Per il 2018 sono giù pronti altri 12 bandi, finanziati con 70 milioni: sono rivolti a sostenere i giovani in agricoltura (13 milioni), la capacità di investimento delle aziende del primario (40 milioni), i progetti di cooperazione in ambito agroclimatico e ambientale (5 milioni), nonché progetti di rete per fattorie sociali e fattorie didattiche (2 milioni).

«La Regione Veneto sta investendo, e in modo significativo, nel ricambio generazionale, nell’innovazione, nell’agricoltura in montagna, nella tutela dell’ambiente e nella funzione sociale delle aziende agricole – ha ricordato Pan – articolando i bandi in ragione delle molteplici esigenze del settore primario. I fondi del Psr intervengono anche per fronteggiare le grandi emergenze del settore primario: l’influenza aviaria (5 milioni per migliorare gli allevamenti), i Pfas (3 milioni per portare acqua pulita ai 1.500 allevamenti della “zona rossa”), la cimice asiatica, la vespa velutina e la drosophila suzuki, il moscerino della frutta che ha messo in ginocchio i produttori di ciliegie, albicocche e pesche di Verona, Vicenza  e Padova. Con la risorse del Psr la Regione sostiene programmi sperimentali di ricerca delle università di Padova e di Verona per individuare parassitoidi e metodiche biologiche di contrasto».

Le tante applicazioni del Programma di sviluppo rurale e le sue ricadute sull’agricoltura venete sono protagoniste della “festa” di piazza in programma domenica 17 a Este (Padova): nella tensostruttura allestita in Piazza Maggiore all’insegna di “Agricoltura che avventura”, famiglie, bambini, semplici cittadini saranno coinvolti in laboratori, giochi, percorsi di conoscenza diretta, attività sull’alimentazione sostenibile e sulle energie alternative, nonché in uno spettacolo teatrale e in un concorso per i più giovani. «Sarà una festa e una giornata di scoperte – conclude l’assessore – alla quale invitiamo tutta la cittadinanza: perché tutti devono conoscere come sta cambiando l’agricoltura e come stiamo investendo le risorse dell’Unione Europea».