Ricerca contro il cancro: il premio Pezcoller 2018 al prof. Anthony Hunter

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Il Premio compie trent’anni di attività. Galligioni: «Hunter ha scoperto una proteina che lo attiva l’attività tumorale e quindi è come accendere o spegnere l’attività della cellula»

Il prof. Anthony Hunter è il vincitore del Premio Pezcoller-Aacr 2018 per la ricerca sul cancro, selezionato da un comitato scientifico internazionale tra una “rosa” di oltre trenta scienziati dai migliori istituti di ricerca di tutto il mondo.

Nato 74 anni fa nel Kent in Inghilterra, laureato in biologia a Cambridge, dal 1971 vive negli Stati Uniti dove insegna all’Università della California a San Diego e dirige il Salk Institute for biological Studies, è autore di oltre seicento lavori scientifici.

Hunter riceverà il prestigioso riconoscimento in una cerimonia pubblica al Teatro Sociale di Trento sabato 19 maggio alle ore 10.30. A consegnare il Premio, e un assegno da 75.000 euro, insieme al presidente della Fondazione Enzo Galligioni ci sarà il presidente della Aacr, l’associazione americana di ricerca sul cancro che rappresenta decine di migliaia di ricercatori in tutto il mondo.

Il Premio Pezcoller è oggi considerato uno dei riconoscimenti più prestigiosi in campo oncologico a livello internazionale, tanto che tre scienziati premiati negli anni passati hanno poi ricevuto anche il Nobel per la medicina.

Più di trent’anni fa, nel 1979, Anthony Hunter è riuscito ad isolare per primo una proteina (Tirosina Kinasi), che agisce come un interruttore, che attiva o inattiva alcune proteine, essenziali per regolare molte attività delle cellule, ma in particolare il controllo del ciclo cellulare. Ha dimostrato inoltre, che nel cancro la continua proliferazione delle cellule tumorali è dovuta in molti casi proprio al malfunzionamento di questo interruttore, la Tirosina Kinasi».

La scoperta di Hunter è stata come la scintilla che fa divampare un incendio colossale. Sulla base di questa scoperta infatti, è stato possibile progettare e realizzare molti farmaci specifici, capaci di inattivare questa proteina alterata, che mantiene le cellule tumorali in continua proliferazione.

Si tratta di una categoria completamente nuova di farmaci antitumorali: gli inibitori di Tirosina Kinasi (TKi), chiamati anche “Terapie Target” (o Terapie a bersaglio Molecolare) proprio perché agiscono su questo meccanismo molecolare specifico. Il primo di questi è stato il Gleevec, molto efficace nella terapia della Leucemia Mieloide Cronica, ma attivo anche in altri tumori completamente diversi, che hanno in comune lo stesso meccanismo. È come se lo stesso blocchetto di accensione fosse presente in un’auto da corsa ed in un TIR: la stessa chiavetta può metterli in moto o spegnerli entrambi.

Sono ormai più di 20 gli inibitori di Tirosina Kinasi approvati per uso clinico in un gran numero di tumori (Leucemie, tumori gastrointestinali, del polmone, della mammella, del rene) ed altri sono ancora in sviluppo, a dimostrare che il lavoro di Tony Hunter continua ad avere un impatto significativo sulla salute umana.

Il vincitore di quest’anno sarà proclamato ufficialmente a Chicago il prossimo 15 aprile durante il meeting dell’Associazione Americana Ricerca sul Cancro, dove terrà anche una lecture. In Italia, egli terrà prima della consegna ufficiale una lezione all’università di Padova e al Cibio dell’Università di Trento.

Fino ad oggi sono stati premiati 25 scienziati (americani, europei e un giapponese) e tre di essi, Paul Nurse, Mario Capecchi ed Elizabeth Blackburne hanno poi ricevuto il premio Nobel nel 2001, nel 2007 e nel 2009