Trapianti: in Veneto una situazione da record

0
154

Regione e Aido presentano il bilancio 2017 che vede la crescita delle donazioni e dei trapianti. In Veneto la disponibilità a donare più alta del Paese. In calo le liste d’attesa.

Per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali. Merito del risultato è di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro regionale trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del protagonista.

A Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, la Regione Veneto con l’assessore alla sanità Luca Coletto e l’Aido, rappresentata dalla presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto, hanno presentato i dati aggiornati sull’andamento del settore della donazione e del trapianto.

Dai dati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda i trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record per la Regione, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1.353 pazienti nel 2016 a 1.296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%.

«Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la presidente nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno».

«Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei centri trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto».

Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà.

L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto sono state 300.062.

Per quanto riguarda l’Aido, al 31 dicembre 2017, il Veneto era le seconda regione d’Italia per numero di associati: ben 217.646 donatori, dei quali 50.307 a Vicenza, 47.486 a Verona, 35.572 a Padova, 35.249 a Treviso, 31.408 a Venezia, 11.869 a Rovigo, 5.755 a Belluno.

Nel 2017, ci sono stati a livello nazionale 1.763 donatori (sia deceduti che viventi); rispetto al 2016 si tratta di un incremento del 10,5%. Il Veneto deve essere orgoglioso per i dati raggiunti: i donatori sono passati dai 146 del 2016 a 196 del 2017 (+34,2%) rappresentando la terza regione dopo Lombardia (287) e Toscana (229). Il dato nazionale è +15,8%. Se si guarda il dato per milione di popolazione (pmp), il Veneto è terzo con il 39,9 (29,6 nel 2016) dopo Toscana (61,2) e Friuli Venezia Giulia (40,9). Il dato nazionale è 28,3.

Aumentano anche gli accertamenti di morte eseguiti (275 contro 220, 55,9 pmp rispetto ai 44,6 del 2016 / 45,1 il dato nazionale) e i donatori utilizzati (171 contro i 130 del 2016, 34,8 pmp rispetto ai 26,4, +31,5% / 10.7% nel territorio nazionale).

I dati salienti che testimoniano un anno record parlano di 3.950 trapianti nel 2017 rispetto ai 3.698 del 2016 con un aumento pari al 6,8%. In Veneto sono stati effettuati 646 trapianti nel 2017 rispetto ai 590 trapianti del 2016 (+9,5%). Nel dettaglio 563 trapianti da donatore deceduto (505 nel 2016 / +11,5%) e 83 (85 nel 2016 / -2,4%) da donatore vivente.

Tra i quattro centri trapianto del Veneto, Padova fa da capofila con 369 trapianti effettuati, dei quali 116 di rene, 18 di rene in età pediatrica, 55 di rene da vivente, 109 di fegato, 40 di cuore, 23 di polmone, 8 di pancreas. Verona ha effettuato 206 trapianti, di cui 114 di rene, 14 di rene da vivente, 61 di fegato e 17 di cuore. I centri di trapianto del rene di Treviso e Vicenza hanno totalizzato rispettivamente 39 trapianti di rene (di cui 4 da vivente) e 32 trapianti di rene (di cui 10 da vivente).