«No ai blocchi dei valichi alpini internazionali»: convegno Anita a Verona

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Baumgartner: «la permeabilità dell’arco alpino deve essere una priorità dell’intero sistema Italia». 

La decisione del Tirolo, supportata anche dal governo centrale di Vienna, di limitare il transito dei Tir al Brennero (25 giorni di numero chiuso dalla scorso marzo al prossimo luglio) continua a suscitare le proteste dell’autotrasporto italiano.

A Verona si è riunita l’Anita (l’Associazione del trasporto e della logistica di Confindustria) lanciando l’ennesima protesta rivolta all’Europa e al governo italiano. «Attraverso le Alpi passa l’economia italiana» così è iniziato l’intervento di Thomas Baumgartner, presidente di Anita, che ha voluto fin da subito evidenziare che il 70% delle merci transita attraverso i valichi che collegano il Paese con il resto dell’Europa, e che pertanto la permeabilità dell’arco alpino deve essere una priorità per l’intero sistema Italia.

L’adozione unilaterale da parte del Governo del Tirolo del sistema di dosaggio dei veicoli pesanti, che riduce di fatto della metà l’attuale transito commerciale sull’asse Germania/Italia, in ben 25 giornate per lo più concentrate nel periodo estivo, è un’iniziativa che non solo contrasta con la libera circolazione delle merci, principio cardine del diritto europeo, ma depotenzia la fase economica espansiva in atto e mina l’export del Paese: l’Italia non può non reagire.

«Anita ha chiesto e oggi ribadisce con forza la necessità che il Governo azioni al più presto il Regolamento 2679/98, strumento che prevede una particolare procedura per inibire iniziative unilaterali restrittive degli scambi tra Stati membri, come quella messa in piedi dall’Austria» ha detto Baumgartner, sottolineando «l’esigenza di collegamenti efficienti, siano essi stradali o ferroviari, a protezione degli interscambi commerciali e a tutela del “prodotto Italia”».

Anche il sistema del trasporto combinato ferroviario registra criticità che ne stanno impedendo il pieno e auspicato sviluppo, nonostante il contesto favorevole allo spostamento modale. Il risultato è un allontanamento della domanda di trasporto da questa modalità. «Tutti sono pronti a spostare le merci sui treni, ma l’offerta ferroviaria deve essere in grado di rispondere alle esigenze di qualità, affidabilità e, non da ultimo di costo, che richiede la committenza – evidenzia Baumgartner – e oggi tale sistema è ancora lontano da questi obiettivi a causa di interruzioni dovute all’infrastruttura ferroviaria, alla scarsa capacità dei carico dei treni, a terminali di trasbordo insufficienti e sovraccarichi di lavoro, alla mancanza di macchinisti».

Questo è il terreno su cui si sono confrontati i qualificati rappresentanti del Parlamento UE, del ministero dei Trasporti, del mondo dell’industria, delle società ferroviarie e degli interporti e grazie alla loro presenza, il convegno è stato anche occasione per fare il punto sul pacchetto mobilità in discussione a Bruxelles e in particolare sulla modifica della direttiva 92/106/CEE, che a più di 25 anni dall’emanazione riscriverà le regole che governano questo importante capitolo del trasporto delle merci, e sulla quale Anita ha presentato le proprie proposte.