Cassazione: illegittima la decurtazione dei punti per chi presta l’auto

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10 07 2007Polizia controlli velocità multanova autovelox telelaser Ph.FotoLive Ettore Ranzani

Nel caso che la vettura multata sia utilizzata da più persone e che la sanzione arrivi mesi dopo, riconosciuto il diritto di non ricordare chi fosse alla guida del veicolo multato, salvando i punti sulla patente. 

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine all’odiosa pratica derivante da un’interpretazione eccessivamente restrittiva dell’art.126 bis II comma del Codice della strada che prevede la decurtazione dei punti patente in capo all’intestatario della vettura multata anche se costui non era alla guida del veicolo e non fosse stato in grado di accertare chi fosse il responsabile della violazione stradale.

Il caso nasce dalla controversia che ha visto coinvolta una famiglia con più patentati alla guida dell’unica vettura di famiglia, dove è difficile ricostruire fino a tre mesi dopo la violazione su chi fosse alla guida nell’ora della contestazione. Con l’ordinanza n. 9.555 del 18 aprile scorso, la Cassazione ha deciso che è illegittimo decurtare i punti dalla patente a chi, nel momento in cui riceve la multa, non ricorda a chi ha prestato la propria auto, soprattutto quando il veicolo viene utilizzato da tutta la famiglia. La sentenza è stata emessa dopo che un’automobilista aveva impugnato il verbale della Polizia municipale di Bari per violazione dell’articolo 126 bis, eccependo, tra l’altro, di aver comunicato tempestivamente di non essere in grado di indicare le generalità di chi era alla guida del veicolo di sua proprietà, sia per il notevole tempo trascorso – comune sempre entro i termini di legge – tra l’infrazione (il 6 marzo 2017) e la notifica del verbale di accertamento (il 28 giugno 2017), sia per il fatto che il veicolo era utilizzato, oltre che da lei, anche dal marito e dalle sue due figlie.

Una giustificazione ritenuta sufficiente sia in primo grado, dal giudice di pace, che in secondo grado dal Tribunale di Bari, che aveva evidenziato la necessità di distinguere la condotta di chi omette del tutto di comunicare le generalità del conducente del veicolo al momento dell’infrazione da quella di chi giustifichi adeguatamente l’omessa trasmissione dei dati, principio questo riconosciuto dalla sentenza interpretativa n. 165 del 2008 da parte della Corte Costituzionale.

Quindi, d’ora in poi, se la vettura che incappa nella violazione al Codice della strada è guidata da più persone e queste non riescono a ricostruire il responsabile della violazione, i patentati potranno risparmiare i punti sulla patente, pagando però il dovuto della multa. Un incentivo in più per evitare il facile ricorso alle contravvenzioni automatizzate per tornare alla sanzione immediata del trasgressore. Con un po’ di buona volontà e di organizzazione, i vari comandi di polizia possono attivarsi in tal senso, sempre che le esigenze di cassa delle rispettive amministrazioni non facciano premio rispetto alla sicurezza stradale.