Inaugurato il Macfrut 2018

Taglio del nastro con gli assessori all’agricoltura Caselli (Emilia Romagna) e Pan (Veneto), oltre che con il vicepresidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, De Castro. Radiografia della produzione agricola emiliana.

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Inaugurata a Rimini la XXXV edizione del Macfruit, la principale rassegna italiana dell’ortofrutta fresca, che si presenta con numeri da record. Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti anche gli assessori all’agricoltura Simona Caselli (Emilia Romagna) e Giuseppe Pan (Veneto), il ministro dell’agricoltura della Colombia (Paese partner 2018), Juan Guillermo Zuluaga Cardona e il vicepresidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

In apertura del Macfruit, il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha ribadito che «siamo al fianco degli agricoltori emiliano-romagnoli nella battaglia per il mantenimento dell’attuale livello di sostegno europeo al settore, contro il preannunciato taglio del 5% in media ai finanziamenti per la Politica agricola comune (Pac) indicato nella proposta di bilancio Ue per il prossimo periodo di programmazione 2021-2027, presentata la settimana scorsa dalla Commissione europea. Decurtazione in realtà ancora più consistente per la parte relativa alle politiche regionali».

Con un valore della produzione che nel 2017 – in base alle prime stime dell’assessorato regionale all’agricoltura – ha sfiorato quota 1,2 miliardi di euro, 22.000 aziende e una superficie coltivata di 120.000 ettari, l’ortofrutta fresca rappresenta circa un quarto dell’intero comparto agricolo dell’Emilia-Romagna, per un totale di oltre 200.000 occupati, se si considera anche la trasformazione industriale. Il settore è reduce da un’annata con luci ed ombre, che ha dovuto fare i conti anche con le anomalie climatiche, la siccità prima, seguita da violente ondate di maltempo. A ciò si è aggiunta l’accentuata concorrenza della Spagna a causa della sovrapposizione dei calendari di maturazione delle produzioni, che ha mandato in rosso il bilancio della frutta estiva (pesche, nettarine ed albicocche). Bene, invece, la frutta invernale (mele, pere e kiwi).

Per rafforzare la competitività e salvaguardare il reddito delle imprese agricole, la Regione è da tempo impegnata in un’attenta politica per favorire l’innovazione tecnologica, la riconversione degli impianti e la concentrazione dell’offerta, superando la cronica frammentazione del settore. Grande attenzione anche sul fronte dell’assistenza tecnica e della sostenibilità ambientale, con l’80% delle superfici dedicate a colture ortofrutticole che adottano i disciplinari di produzione integrata. In forte crescita anche le colture biologiche.

«Nell’ambito del negoziato più complessivo per la futura Pac – rimarca l’assessore Caselli, che è anche presidente di Areflh, la rete delle principali regioni ortofrutticole europee – ci batteremo con forza per garantire adeguate risorse ad un settore che deve confrontarsi a livello comunitario con comparti di maggior peso politico. Da questo punto di vista l’Organizzazione comune di mercato (Ocm) rappresenta un importantissimo strumento di crescita e di qualificazione dell’intera filiera che va mantenuto e rilanciato». Nel 2016 i contributi erogati a sostegno dei progetti presentati dalle Op (Organizzazioni di produttori) e Aop (Associazioni di organizzazioni di produttori) sono ammontati a 73 milioni di euro, che hanno alimentano investimenti per circa 150 milioni di euro

Come secondo canale di finanziamento al settore resta il Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) con i suoi bandi che concedono finanziamenti anche a coloro che non aderiscono alle Op. Uno di quelli con la dotazione più ricca, 135 milioni di euro, punta a favorire il decollo dei cosiddetti “progetti di filiera”. La graduatoria finale dovrebbe vedere la luce entro la fine di luglio, con una disponibilità di circa 32 milioni per il settore dell’ortofrutta. Si calcola che a chiusura dell’attuale programmazione 2014-2020, contando anche le misure agroambientali e i bandi in itinere e quelli ancora da emanare, i fondi destinati al rafforzamento della filiera ortofrutticola dovrebbero ammontare in totale a circa 120 milioni, circa il 10% dell’intera dotazione di partenza di 1,2 miliardi di euro.