2017: Pil pro capite italiano sotto la media UE del 4,7%

Prosegue inesorabile il declino economico dell’Italia, unico paese (in compagnia della Grecia) tra i 28 ad avere registrato un -5,4% dal 2001 al 1017 contro un +17,95% della media UE. 

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Nel 2017 si è ulteriormente aggravato il divario tra il Pil pro capite italiano e quello medio dell’Unione Europea. In euro 2010 (e quindi al netto dell’inflazione), il Pil pro capite italiano nel 2017 è stato di 26.300 euro mentre quello medio dell’UE è stato di 27.600 euro. Il dato italiano è quindi più basso di quello UE del 4,71%. Nel 2016 lo scarto dalla media europea era invece del 4,07%.

Questi dati emergono da una elaborazione originale del Centro Studi Promotor su dati Eurostat. Ovviamente la negativa situazione dell’Italia è legata a tassi di crescita più bassi rispetto a quelli della UE. In particolare, rispetto all’anno precedente, nel 2017 il Pil pro capite italiano è cresciuto dell’1,5% mentre quello dell’intera UE è cresciuto del 2,2%. E’ del tutto evidente che avere tassi di sviluppo più bassi di quelli medi della UE è un chiaro segnale di declino economico. E a ciò si aggiunge che questa situazione non è affatto nuova. Se si considera il rapporto tra Pil pro capite italiano e Pil pro capite della UE dall’inizio del secolo, si può vedere che, come mostra il grafico in fondo pagina come il Pil pro capite italiano sia passato da un livello superiore del 18,8% a quello medio UE nel 2001 ad un livello inferiore del 4,7% nel 2017. In punti percentuali il declino è stato di ben 23,51 punti.

«La difficile situazione del Belpaese rispetto ai partner dell’Unione Europea – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor –  emerge con grande chiarezza anche dal confronto tra il dato sul Pil pro capite nel 2017 e quello del 2001 nei 28 paesi dell’Unione. Come mostra la tabella, le nazioni che hanno ottenuto i tassi di crescita più elevati sono quelle dell’Est Europa che hanno beneficiato dell’accesso all’economia di mercato con la caduta del muro di Berlino e poi anche dell’entrata nell’Unione Europea e dei contributi che la stessa Unione ha dato al loro sviluppo».

Anche tutte le economie sviluppate comparabili con quella italiana hanno però ottenuto nel periodo crescite rilevanti. In Germania il Pil pro capite tra il 2001 e il 2017 è aumentato del 20,07%. Nel Regno Unito la crescita è stata del 17,15%, in Spagna del 10,86%, in Francia del 9,15%, mentre l’Italia ha subito un calo del 5,4%. E fa meglio del nostro Paese pure la Grecia, che insieme all’Italia è l’unico altro stato della UE che accusa un calo tra il 2001 e il 2017: la contrazione della Grecia è infatti del 4,4% contro il calo del 5,4% registrato dall’Italia.

Ancor auna volta, dai numeri emerge l’inadeguatezza delle politiche economiche fatte dai governi che hanno guidato l’Italia negli ultimi 10 anni. E oggi servirebbe qualcosa di ben diverso da quello che si prospetta all’orizzonte che promette per l’ennesima volta “panem et circenses” per il popolo bue.declino pil