Zucchero: la cooperativa Coprob approva il bilancio 2017 a 280 milioni di fatturato

Un protagonista completamente italiano combatte in un settore a fortissima competitività estera dopo l’abolizione del sistema delle quote che ha causato il crollo delle quotazioni. 

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zucchero coprob

Coprob (Cooperativa Produttori Bieticoli), oggi unico produttore nazionale di zucchero 100% italiano, chiude l’esercizio con un utile di 1,2 milioni di euro. Il 55° bilancio della Cooperativa, approvato dai soci al termine di 7 assemblee separate, presenta un fatturato pari a 222 milioni di euro: un risultato decisamente positivo nonostante il crollo del prezzo dello zucchero avvenuto a partire dal mese di settembre in concomitanza con il termine del regime delle quote di produzione zucchero in Europa. Il bilancio è completato da un consolidato del Gruppo Coprob con un fatturato pari a 280 milioni di Euro e un utile netto di 3 milioni di Euro.

Il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, ha illustrato le strategie messe in campo dalla cooperativa per il futuro in cui la riforma del settore europeo deve trovare un suo riequilibrio produttivo, compatibile sia con i consumi interni sia con i trend a livello mondiale. Coprob dal canto suo continua il percorso di crescita della propria competitività in tutti i comparti, a partire dall’area agricola dove da qualche anno, grazie ai Club Territoriali della bietola e Beta (divisione di sperimentazione agronomica dell’azienda) si sta accelerando lo sviluppo della produzione di bietole e zucchero per ettaro. Una crescita che si concretizza attraverso l’utilizzo della nuova genetica e di tutte le nuove conoscenze e mezzi messi a disposizione dagli operatori del settore con cui si sono sviluppate proficue collaborazioni.

«L’obiettivo del settore agricolo di poter arrivare a 10 tonnellate di zucchero per ettaro – ha sottolineato Gallerani – è un traguardo alla nostra portata, con l’ambizione, dal 2019, di produrre il primo zucchero bio da bietole italiane che potrà essere anche grezzo». Alla presenza di centinaia di soci e numerosi ospiti è stato illustrato come il valore di un prodotto si generi “in campo”. Grazie ai contributi di Pierluigi Sassi (vicepresidente di Timac Agro Italia), Paolo Tassani (Country Manager di Upl), Paolo Carnemolla (presidente di Federbio) e Camillo Gardini (presidente di Agri 2000) sono state testimoniate le importanti collaborazioni avviate nel 2017 al fine di mettere a punto la nuova “bieticoltura 4.0”: una bieticoltura di precisione attraverso la quale è possibile produrre in maniera sostenibile.

I lavori sono poi proseguiti con gli interventi di Lorenzo Berlendis (vicepresidente di Slowfood Italia) e Francesco Morace (sociologo e presidente di Future Concept Lab), che stimolati da Stefano Dozio (direttore denerale di Coprob), hanno affrontato il tema della bieticoltura come valore economico, territoriale e sociologico alla luce dei trend di mercato.

A Giovanni Tamburini (vicepresidente di Coprob e presidente di Unionzucchero) il compito di cercare di inquadrare il futuro della filiera bieticolo saccarifera italiana, con il supporto di interventi da parte delle istituzioni, in particolare di Paolo de Castro (primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo), Giuseppe Blasi (capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale), Simona Caselli (assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna), Giuseppe Pan (assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Veneto) e delle realtà agroalimentari. «Obiettivo del mercato è accelerare il processo di “fare sistema” con l’agroalimentare italiano e la Gdo in tutte le combinazioni possibili -ha proseguito Gallerani – Per tale ragione abbiamo aderito a Filiera Italia, lanciata recentemente in occasione di Cibus da Coldiretti, che mira al coinvolgimento di importanti attori del “Made in Italy”».

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