Autonomia del Veneto: a Roma incontro tra il governatore Zaia e il ministro Stefani

Soddisfatto Zaia: «accordo per l’autonomia entro l’anno». Nei prossimi giorni analogo vertice con Lombardia ed Emilia Romagna.

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Dopo la lunga pausa elettorale, il cammino per l’autonomia delle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna potrebbe subire una decisa accelerazione e terminare entro l’anno dopo il tira e molla del governo precedente, assai ben poco propenso a mollare le redini del potere alle due tigri economiche del Nord Italia.

A Roma, il governatore del Veneto, Luca Zaia, si è incontrato con il neo ministro alle autonomie, la vicentina Erika Stefani, con cui ha potuto trovare la condivisione d’intenti e di strategie che con il precedente governo era mancata. Il ministro Stefani intende bruciare le tappe, incontrando in successione, dopo Zaia, i governatori Attilio Fontana (Lombardia) e Stefano Bonaccini (Emilia Romagna), cui seguirà anche Giovanni Totit (Liguria) che si è aggiunto per ultimo al carro autonomistico.

Tornando all’incontro tra Stefani e Zaia, il governatore del Veneto ha proposto al ministro una nuova formula di intesa, basata su «una legge leggera che dia mandato al governo, con decreti legislativi, di affrontare ognuna delle ventitré materie che sono sul tavolo. Se si procede con questa formula, che è quella già usata nel 1970 per la costituzione delle Regioni e nel 1975 per dargli le competenze, e poi nel 1997 per le leggi Bassanini, si può chiudere entro la fine dell’anno. Le materie le richiediamo tutte, come abbiamo fatto in passato». Rispetto alle richieste della altre regioni, Zaia ha sottolineato come «in presenza di percorsi autonomistici simili, dovrà esserci un’intesa singola Stato-Regione, non complessiva Stato-Regioni».

Da parte del ministro Stefani, la massima apertura: «ben venga una soluzione come quella prospettata dal presidente Zaia sulla quale faremo le nostre valutazioni, di fare una legge nella quale sia previsto il trasferimento di competenze con una delega, ovviamente con tutti i paletti che possono essere previsti con la determinazione di principi direttivi affinché venga esercitata la delega dal governo».

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