Conti correnti di base per tutti: il Mef fissa i criteri

Le banche devono offrirli a pagamento  a titolo gratuito per coloro che hanno un reddito Isee inferiore a 11.600 euro o per i pensionati fino a 18.000 euro di reddito annuo lordo. 

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conti correnti di base

Con decreto n. 70 del 3 maggio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.140 del 19 giugno 2018, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato i beneficiari nonché specificato i requisiti, il funzionamento e i costi dei cosiddetti conti correnti di base.

Cos’è il conto di base? È un normale conto corrente, anche con funzioni online, destinato a consumatori con esigenze finanziarie limitate. È un conto che risponde principalmente a finalità di inclusione finanziaria e sociale.
Nella sua forma a pagamento, prevede che, “a fronte del solo pagamento di un canone annuale onnicomprensivo e senza addebito di altre spese, oneri o commissioni di alcun tipo e natura”, la banca offra un numero prestabilito di operazioni e alcuni servizi, quali bancomat, accredito dello stipendio o della pensione, versamento di contanti o assegni bancari e circolari, prelievi di contante, domiciliazioni di utenze domestiche.

Per un tale servizio la legge parla di un importo del canone annuo onnicomprensivo “ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria” e definisce “ragionevole e coerente” quando esso risulta uguale o superiore ai costi sostenuti dal prestatore di servizi di pagamento per l’effettuazione delle operazioni e servizi e non ecceda, in ogni caso, l’importo mediano delle spese applicate nel semestre precedente ai consumatori per le medesime operazioni. Una formula che, secondo il Centro consumatori e utenti di Trento, «francamente lascia alquanto perplessi e che legittimerà senz’altro e ancora una volta, comportamenti poco virtuosi e trasparenti da parte delle banche. Nel 2012 un’indagine nazionale svolta dai consumatori aveva evidenziato costi per i conti base che andavano dai 24 ai 90 euro/annui. Un po’ cari già allora, figuriamoci adesso o in futuro».

Senz’altro più interessante è però il conto di base senza spese ed esente dall’imposta di bollo per quei consumatori, il cui ISEE in corso di validità sia inferiore ad euro 11.600; nella versione iniziale, di qualche anno fa tale limite era fissato “fino a 7500 euro”. I consumatori che richiedono l’apertura del conto di base esente da spese devono dichiarare, nella relativa richiesta, di non essere titolari di altro conto di base e autocertificano che il proprio ISEE è inferiore all’importo detto. Essi sono poi tenuti a comunicare alla banca, entro il 31 maggio di ogni anno, il proprio ISEE in corso di validità. Il conto può essere cointestato solo ai componenti del nucleo familiare sulla cui base è stato calcolato l’ISEE.

Gli aventi diritto a trattamenti di pensione fino all’importo lordo annuo di euro 18.000 (tale limite è stato peggiorato, in quanto nella forma sin qui valida ne beneficiavano i pensionati con 1500 euro netti al mese, quindi i 18.000 euro erano “netti”), hanno diritto anch’essi a chiedere l’apertura di un conto di base gratuito per la tipologia di servizi e il numero di operazioni. In particolare sono previsti: 12 prelievi di contante allo sportello, prelevamenti bancomat illimitati sulla stessa banca, 6 prelievi bancomat di altra banca, operazioni di addebito diretto SEPA illimitate, bonifici in arrivo illimitati (compresa la pensione), 6 bonifici ricorrenti, 6 versamenti di contanti e/o assegni, pagamenti con bancomat illimitati.

I pensionati titolari del conto di base devono comunicare alla banca, entro il 31 maggio di ogni anno, l’importo del trattamento pensionistico dell’anno cui hanno diritto.