Abbattimento di lupi e orsi: anche Centinaio dice “No” al Trentino Alto Adige

Dopo il ministro all’Ambiente Conte, anche quello all’Agricoltura boccia le leggi approvate dalle province di Trento e Bolzano.

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Abbattimento di lupi e orsi

Nuovo scorno per gli assessori all’agricoltura delle province di Trento e Bolzano che hanno sostenuto l’approvazione di leggi palesemente incostituzionali per l’abbattimento di lupi ed orsi che in Trentino Alto Adige hanno trovato un habitat favorevole e che ora sono cresciuti forse troppo, facendo incrementare le razzie e i danni agli allevamenti.

I due assessori, Arnol Schuler (Svp) per la provincia di Bolzano e Michele Dallapiccola (Patt) per quella di Trento, hanno proposto e fatto approvare a larga maggioranza due distinte leggi sull’onda delle pressioni degli allevatori e in vista delle elezioni del prossimo 21 ottobre. Puntando a soddisfare gruppi di pressioni per meri fini elettorali, hanno però clamorosamente travalicato limiti di legge nazionali ed europei.

Dopo il ministro all’Ambiente Sergio Costa che ha immediatamente stoppato le due iniziative minacciando il ricorso alla Corte costituzionale se saranno promulgate, ora otta anche al ministro all’Agricolutra Gianmarco Centinaio mettere il suo “No” alla norma votata dalle due province autonome. Secondo Centinaio, «in agricoltura c’è un problema per quanto riguarda orsi, lupi, nutrie, ungulati, cinghiali, cormorani. Non diciamo che ci deve essere l’abbattimento, diciamo solo che dobbiamo mettere sotto controllo la situazione per evitare che si trasformi non solo in un problema in agricoltura. Altrove prendono alcuni capi e li spostano da una zona all’altra – ha aggiunto – . Ci sono zone dell’Italia dove lupi e orsi sono a ridosso della case, io voglio evitare che da un problema di agricoltura diventi un problema di ordine pubblico».

Di fatto, il problema odierno deriva da una scarsa capacità previsionale da parte della politica trentina, quando una decina di anni fa decise entusiasticamente di partecipare al progetto europeo “Life Ursus” volto alla reintroduzione degli orsi sulle Alpi. Un progetto in parte finanziato dalla stessa Unione Europea, su cui la provincia di Trento ha investito ingenti risorse, prima per importare dalla Slovenia gli orsi, poi per attivare un programma di controllo e monitoraggio dei loro spostamenti. In Trentino, gli orsi si sono ambientati decisamente bene, crescendo di numero e sconvolgendo di fatto le abitudini degli abitanti della montagna e non solo, visto che gli orsi sono stati intercettati nel fondovalle vicino ai maggiori centri abitati, attratti dalla disponibilità di cibo. Ma non conoscendo i confini, gli orsi dal Trentino si sono estesi anche al vicino Alto Adige e anche al Veneto.

Diversa la condizione per i lupi, arrivati spontaneamente dal centro Italia e da Est con progressive migrazioni. Anche per loro, i primi branchi che si sono insediati si sono trovati bene e sono cresciuti, causando problemi e difficoltà agli abitanti della montagna.

Il problema, comunque, non si risolve con gli abbattimenti come hanno proposto Schuler e Dallapiccola, ma con la prevenzione e il mutamento delle abitudini. Per gli allevamenti di montagna è necessario provvedere alle recinzioni elettrificate e all’introduzione dei cani pastore che sono in grado di scoraggiare l’azione dei predatori. Una strada già intrapresa dal Veneto che sostiene finanziariamente gli allevatori.

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