Bieticoltura e riso: la Conferenza Stato-Regioni approva aumento aiuti accoppiati

Slancio alla produzione di zucchero 100% italiano. Sostegno anche al riso e al frumento duro. 

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La Conferenza Stato-Regioni ha approvato la proposta presentata dal ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, con la quale viene aumentato il valore del pagamento accoppiato previsto dalla Politica agricola comune (Pac) in favore di bieticoltura, risicoltura e frumento duro. Ai lavori era presente il sottosegretario Franco Manzato.

«Si tratta di un provvedimento molto atteso dal mondo produttivo perché interviene a sostegno di alcuni prodotti particolarmente esposti alla concorrenza internazionale – afferma il ministro Centinaio -. L’incremento del sostegno accoppiato in favore di barbabietola, riso e grano duro è stato deciso anche per incoraggiare gli agricoltori ad assumere impegni ancora più incisivi sulla sostenibilità dei vari processi produttivi, unica strada per differenziare le produzioni italiane di eccellenza e migliorarne la competitività sui mercati».

Coprob, Cooperativa produttori bieticoli, plaude il ministro all’agricoltura Centinaio e gli assessori regionali dell’Emilia Romagna e del Veneto, Caselli e Pan, che hanno mantenuto la promessa di sostegno al settore bieticolo-saccarifero nazionale, facendo approvare dalla Conferenza Stato-Regioni l’aumento degli aiuti accoppiati per il settore, portandoli dagli attuali 16 milioni a 22 milioni dal 2019. «Questo aumento è fondamentale perché ci permetterà, anche con un prezzo dello zucchero basso come quello dell’attuale mercato, di sostenere il prezzo della bietola per i prossimi anni rendendola interessante e competitiva» ha dichiarato Claudio Gallerani, presidente di Coprob.

«Per i bieticoltori significa infatti avere circa 150 Euro per ettaro in più rispetto agli attuali 450 Euro di aiuti accoppiati. Ringrazio quindi il ministro – sottolinea Gallerani – che ha immediatamente attuato le sue promesse di sostegno alla bieticoltura italiana, unendosi agli assessori Caselli e Pan che da anni sono al nostro fianco per mantenere questa importante coltura nelle proprie regioni, dando slancio alla campagna bieticolo-saccarifera che proprio in questi giorni sta prendendo il via».

Coprob ha iniziato il 23 luglio scorso nello stabilimento di Minerbio (Bologna) la produzione dello zucchero 100% italiano Italia Zuccheri, mentre i cancelli dello stabilimento di Pontelongo (Padova) si apriranno tra una settimana. Gli zuccherifici della cooperativa saranno chiamati a lavorare circa 2 milioni di tonnellate di barbabietole provenienti da 29.300 ettari coltivati da 3.200 tra soci e produttori conferenti della cooperativa stessa.

Non solo barbabietola: viene previsto, inoltre, anche un incremento del premio accoppiato per la coltivazione del riso, di cui potranno beneficiare le 130 aziende venete, prevalentemente localizzate nella Bassa Veronese e nell’area polesana, che, con i loro 3.700 ettari di risaie, rappresentano due produzioni di eccellenza del chicco “Made in Italy”: il Vialone nano e il riso del Delta.

«Si tratta di un provvedimento molto atteso dal settore, per il quale la Regione Veneto si è fortemente impegnata – sottolinea con soddisfazione l’assessore Giuseppe Pan –  che valorizza la tipicità delle nostre produzioni e difende il comparto dello zucchero italiano, strategico sia dal punto di vista agricolo che industriale. Il Veneto ha a Pontelongo (Padova) il più antico zuccherificio ancora in attività, che rappresenta il secondo polo italiano dopo quello di Minerbio (Bologna), entrambi gestiti da Coprob, la cooperativa dei quasi 6 mila produttori di zucchero italiano.  Promuovere la coltura della barbabietola da zucchero significa creare la condizione primaria per difendere la produzione di zucchero italiano dalla “deregulation” europea».

«In attesa dell’entrata in vigore degli aiuti accoppiati, previsti dal 2019 – ricorda Pan – la Regione Veneto con risorse del proprio bilancio ha già riservato quest’anno ai bieticoltori un sostegno fino a 200 euro a ettaro per le superfici coltivate a barbabietola da zucchero, in modo da incrementare così la rotazione agraria e di promuovere la filiera ‘corta’ contrastando il crollo dei prezzi. Per le aziende della bieticoltura e del riso che stanno attraversando una pesante crisi di mercato a causa della liberalizzazione dei mercati e della concorrenza di prodotti esteri di qualità sicuramente non paragonabile a quella delle nostre eccellenze – conclude Pan – si tratta di un segnale importante di incoraggiamento e di presidio della  redditività».