Vendemmia 2018: Confagricoltura Emilia Romagna preoccupata per i prezzi a causa dell’aumento di produzione

Raccolto stimato in crescita del 25%. Apprensione per l’inarrestabile calo dei prezzi e l’invenduto d’eccellenza dello scorso anno. La Regione vara un piano per accompagnare l’export sui mercati extra Ue. 

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A pochi giorni dall’inizio della vendemmia – lo stacco del primo grappolo di Sauvignon o Chardonnay Blanc è atteso per la prossima settimana -, le preoccupazioni dei produttori emiliano-romagnoli riguardano per lo più i prezzi che rischiano di essere ulteriormente compressi dal deciso incremento della produzione stimata nel 25% nella vendemmia che sta per iniziare.

Secondo il presidente dei viticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna e neo presidente di Confagricoltura Ravenna, Andrea Betti, «si stima una produzione di uva, a bacca bianca e rossa, in crescita del 25% rispetto all’anno passato, nonostante il clima umido e piovoso di giugno-luglio abbia richiesto numerosi trattamenti per difendere le viti da malattie fungine come la peronospora e abbia abbassato la resa in alcune aree (Modena e Reggio Emilia). Ottima la qualità: acidità e gradazione sono nei giusti parametri. Preoccupa, però, l’inarrestabile calo dei prezzi e l’invenduto d’eccellenza del 2017 che riposa ancora nelle cantine».

Sotto il profilo qualitativo, il vigneto dell’Emilia-Romagna è indubbiamente migliorato. Nel 2017 la percentuale di mosti e vini dichiarati Dop è passata dal 17,6% al 21,4%, in tandem con la quota raggiunta dagli Igp (circa il 28% del totale). «Tuttavia – precisa Betti – la produzione si è fermata a 6.619.673 ettolitri (-24%) e si è tradotta in un forte incremento dei prezzi all’origine, con punte fino a 60-65 euro al quintale, lo scorso novembre. Sicché gli imbottigliatori europei, in primis i tedeschi, hanno preferito acquistare altrove, in Spagna e Francia». Poi da gennaio di quest’anno è cominciato il trend negativo, con quotazioni in discesa. «Ora i prezzi si attestano mediamente sui 45 euro al quintale. Però in Europa si attende una buona produzione un po’ ovunque, quindi a fine vendemmia potremmo trovarci a vendere a 32-33 euro al quintale. Un incubo soprattutto per coloro che hanno ancora le botti piene da 12 mesi» sottolinea il presidente dei viticoltori della regione.

«La cantina dell’Emilia-Romagna invoca azioni di marketing aggregativo per vendere di più e meglio all’estero sia lo sfuso che l’imbottigliato – conclude la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi -. Abbiamo fatto passi in avanti, ma non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto sui mercati esteri. Stati Uniti, Canada e Cina, che sono tra i paesi più performanti, chiedono numeri e qualità; noi dobbiamo aggregare il prodotto».

Appello raccolto dalla Regione che ha messo a disposizione un fondo di 6,5 milioni di euro per la campagna viticola 2018/2019 destinato ad incrementare la qualità del prodotto e la competitività sui mercati extra UE.

I fondi della Regione si rivolgono al sostegno per azioni di promozione dei vini Doc, Docg e Igt e da agricoltura biologica, protagonisti di un’importante crescita qualitativa e sempre più apprezzati sui mercati esteri: i dati dell’export dopo la vendemmia 2017 registrano un fatturato di oltre 320 milioni di euro con un balzo in avanti del 10,7% sull’anno precedente. Le risorse in arrivo, nell’ambito dell’Ocm Vino (l’Organizzazione comune di mercato Ue), puntano a sostenere e accelerare questo processo di qualificazione e internazionalizzazione.

La decisione della Giunta regionale è immediatamente successiva all’approvazione del 27 luglio scorso, da parte del ministero delle Politiche agricole, dell’avviso per i progetti relativi alla campagna viticola 2018/2019.

Il bando è rivolto ad aziende agricole in forma singola e associata, consorzi e gruppi di imprese, per progetti che prevedono un investimento minimo di 100.000 euro. Verranno finanziati, nella misura massima del 50% della spesa ammissibile, gli interventi aziendali relativi alla partecipazione ad eventi e fiere, azioni di ospitalità riservate agli operatori commerciali di altri Paesi, promozioni nei punti vendita, allestimento di spazi e di attrezzature destinate alle degustazioni da realizzare direttamente in azienda.