Bologna dice addio al MotorShow dopo 38 anni

Cambia nome e si trasferisce a Modena (sempre negli spazi di proprietà di Bologna Fiere) con una nuova formula per rilanciare il comparto. 

0
328
motorshow

Era nell’aria a seguito delle indiscrezioni sempre più precise e frequenti e ora c’è la conferma ufficiale: Bologna dà addio al MotorShow dopo 38 anni di kermesse motoristica all’interno degli spazi di Bologna Fiere e l’edizione 2018 in programma tra il 6 e il 9 dicembre prossimi viene cancellata. L’annuncio è stato dato da Antonio Bruzzone, direttore generale di Bologna Fiere.

Il MotorShow (che cambierà nome in Motor Show Festival-Terra di Motori) sarà organizzato nel prossimo mese di maggio (dal 16 al 19) a Modena nei padiglioni della locale fiera (proprietà al 51% di Bologna Fiere) e la pista di Marzaglia. Sarà cambiato anche il format della manifestazione, trasformandosi in un festival cittadino, un salone diffuso su tutto il territorio della città emiliana e della Motor Valley.

Una scelta dettata dalle dimensioni del quartiere fieristico modenese più contenute e meno costose per gli affitti degli spaziper gli espositori. In concomitanza con l’evento, si prevede che alcuni simboli della Motor Valley emiliana come i musei Enzo Ferrari, Lamborghini e Pagani e, forse, le stesse fabbriche, aprano le porte al pubblico.

La chiusura del MotorShow così come tutta una generazione di appassionati dei motori l’ha conosciuta con modelle da favola unitamente a odore e rumore di motori spinti al massimo arriva dopo una serie di magre annate, coincide con la crisi del mercato automobilistico in Italia e in Europa. Dal record del 2006 con oltre 1,2 milioni di visitatori paganti, le ultime edizioni hanno chiuso decisamente sotto la metà di quella soglia, con tantissimi marchi che hanno disertato l’evento, così come altri saloni similari come Parigi e Francoforte, per concentrare tutte le risorse su quello di Ginevra ad inizio d’anno.

Fondato 42 anni fa dall’imprenditore bolognese Mario Zodiaco, è cresciuto negli anni fino ad occupare un ruolo sempre più importante nel panorama dei Saloni automobilistici anche per una formula fatta non solo di pura esposizione di auto ma anche di eventi dedicati esclusivamente al rombo dei motori più sportivi e performanti. Nel 1980 la gestione passa ad Alfredo Cazzola e alla sua Promotor che ne cura l’organizzazione fino al 2006 riuscendo ad aggiornare costantemente i record di affluenze e ad aumentare la visibilità. Dal 2007 in poi la storia cambia in peggio con il passaggio della Promotor ai francesi della GL Events che non riescono nel tentativo di replicare i successi del passato anche per l’arrivo della grande crisi e dei relativi effetti sulle tasche dei consumatori e sulle disponibilità dei produttori. Nel 2013 arriva il primo stop determinato dalla totale assenza dei marchi di maggiori spicco a partire dalla Fiat, mentre due anni dopo l’assenza dal calendario è legata a una contesa tra Bologna Fiere e GL Events.

© Riproduzione Riservata