Nathalie Djurberg e Hans Berg al Mart di Rovereto

“A Journey through Mud and Confusion with small Glimpses of Air”: un viaggio dissacrante attraverso l’arte moderna, tra pupazzi e videoarte a volte decisamente osé. 

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Nathalie Djurberg e Hans Berg

Dopo il grande successo al Moderna Museet di Stoccolma, apre al Mart di Rovereto “A Journey through Mud and Confusion with small Glimpses of Air”, la mostra degli artisti svedesi più conosciuti al mondo e amati dal pubblico dell’arte: Nathalie Djurberg e Hans Berg, vistabile fino al 27 gennaio 2019, dopo di che sarà trasferita alla Schirn Kunsthalle di Francoforte.

L’esposizione, curata da Lena Essling e Gianfranco Maraniello, è il risultato di sodalizi tra importanti istituzioni europee e collezionisti privati. Con questo straordinario progetto, il Mart di Rovereto rinnova l’impegno nel presentare al pubblico italiano la grande arte contemporanea internazionale.

All’insegna di una riflessione sugli alti e bassi della vita di ciascuno da parte di Nathalie Djuerbeng e Hans Berg, una volta varcata la tenda che cela l’ingresso, il visitatore è catapultato in ambienti onirici abitati da personaggi stravaganti: persone, animali e piante che interpretano le pulsioni e le contraddizioni dell’animo umano. Come nelle realtà alterate e simboliche delle favole, esseri fantastici e grotteschi rappresentano vizi, virtù, metafore, messaggi, miti. I paesaggi dell’assurdo di Djurberg e Berg sono taglienti allegorie della società contemporanea, con i suoi riti, le debolezze, i sentimenti più viscerali. In questi magici e inquietanti mondi, come così nella narrazione popolare, l’analisi non è giudicante, ma sa essere spregiudicata.

Surreale, l’arte di Djurberg e Berg racconta di noi, senza condanne. In bilico tra umorismo e oscurità, solleticando lo scollamento tra repulsione e attrazione, la mostra descrive un viaggio interiore, un esperimento per decifrare l’esistenza, “il tentativo di un ego di trovare la propria strada”, dichiarano gli artisti.

Djurberg e Berg esplorano le convenzioni e le norme precostituite, minando le certezze alla base dell’odierno patto sociale, sovvertono i cliché, le gerarchie di potere e i ruoli di genere. Tra scenari allucinati e ritmi vorticosi, le verità preconfezionate sulle supremazie uomo-natura o uomo-donna, così come i confini filosofici del tempo e dello spazio, vengono sovvertiti. Alleggerito da una soggiacente ironia, il crollo dei paradigmi è spaventoso e affascinante. Nella seducente confort zone della fantasia, le opere scatenano emozioni estreme e distanti tra loro, scavando nell’oscurità più profonda e volteggiando verso l’euforia più folle. Innocenza e vergogna, desiderio e ripugnanza, attrazione e avversione.

L’invito degli artisti ai visitatori è: “Perdere la strada”, smarrendosi tra oggetti, suoni, immagini in movimento, musica ipnotica. L’esposizione si snoda attraverso enigmatici labirinti della mente e paesaggi archetipici: il bosco, la grotta, la casa diventano spazi psicologici che nutrono le nostre inquietudini.Nathalie Djurberg e Hans Berg

Costruttori di universi, Djurberg e Berg giocano con gli ossimori anche nell’esecuzione materiale del lavoro. Le tecniche classiche dell’arte – scultura, pittura, disegno, musica – incontrano i dispositivi del presente. Divertenti e dissacranti, le grandi installazionidel duo svedese sono figurative e astratte, materiche e impalpabili: creature e oggetti tridimensioni dimorano dentro e fuori i film in stop motion, tra animazioni (alcune delle quali decisamente osè), sound art, realtà virtuale.

Al Mart trovano spazio un’intera sezione dedicata alle prime video animazioni, un “cinema”, un’installazione immersiva nella quale sostare. E ancora: The Potato/La patata e The Parade/La parata, due grandi installazioni provenienti dalla collezione della Fondazione Prada che nel 2008 dedicò a Djurberg and Berg la prima retrospettiva italiana.

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