L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento apre alla scoperta di Hans Rott

Arvo Volmer dirige il primo appuntamento della LIX Stagione sinfonica. 

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Martedì 16 ottobre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 17 ottobre a Trento (Auditorium, ore 20.30) l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento inaugura il LIX cartellone sinfonico sotto la direzione del suo direttore principale, il M° Arvo Volmer. In programma, l’Ouverture dal “Flauto magico” e il Quinto Concerto per violino di W. A. Mozart (solista la giovane francese Alexandra Soumm) a cui farà seguito la Sinfonia in mi maggiore di Hans Rott, un compagno di studi di Mahler a Vienna, eseguita per la prima volta dall’Orchestra Haydn

Chi è Hans Rott? «La sua musica – scrive Giorgio Galli – parla di un genio in crisalide, che risente l’influenza di Bruckner e Wagner, gli innovatori, ma cerca di conciliarli con Brahms, il conservatore: vuole fare una musica universale».

Hans Rott nacque il primo agosto 1858 in un sobborgo di Vienna. Nel 1876, a diciott’anni, rimase orfano di entrambi i genitori. S’iscrisse alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna. Nel 1880 decise di concorrere al Premio Beethoven, che dava diritto a una borsa di studio statale, presentando la sua Sinfonia. La giuria del premio era capeggiata da Brahms, il più autorevole dei conservatori, il nemico del suo maestro Bruckner. Rott prese coraggio e andò da lui il 17 settembre. Ma Brahms non gradì il suo stile sinfonico. Per Rott questo fu un colpo durissimo. Tentò invano anche di convincere il grande direttore d’orchestra Hans Richter ad eseguire la sua Sinfonia in mi maggiore.

Decise allora di recarsi in Alsazia, ma ormai era un uomo cambiato. Un’idea fissa s’era insinuata nel suo cervello, che Brahms fosse invidioso di lui e volesse ucciderlo. Rott perse la testa: nell’ottobre del 1880, sul treno diretto in Alsazia, un viaggiatore accese un sigaro. Rott gli puntò contro una rivoltella e gli urlò di spegnerlo perché Brahms aveva riempito il treno di dinamite. Due giorni dopo fu internato all’ospedale psichiatrico di Vienna. Morì nel 1884, a soli venticinque anni. Dopo la sua morte, Mahler dichiarò: «quello che la musica ha perduto non può essere affatto misurato; il suo genio ha raggiunto tali altezze già con la sua prima sinfonia, composta all’età di vent’anni, che lo rende il precursore della nuova sinfonia. Egli era talmente legato al mio essere che lui ed io possiamo essere considerati come due frutti dello stesso albero».

Verso la fine degli anni ’80 il musicologo Paul Banks scoprì negli archivi della Biblioteca Nazionale Austriaca le partiture della Sinfonia in mi maggiore di Hans Rott, che l’Orchestra Haydn eseguirà per la prima volta sotto la direzione di Arvo Volmer nei due appuntamenti a Bolzano e Trento che inaugureranno la nuova Stagione sinfonica.

Nella prima parte del programma, dopo l’Ouverture dal “Flauto magico” di Mozart, sarà proposto il Quinto Concerto per violino e orchestra in la maggiore K 219 del celebre salisburghese nell’interpretazione di Alexandra Soumm, violinista francese nata a Mosca, dove ha iniziato a soli cinque anni a studiare con il padre. In seguito è stata allieva a Vienna di Boris Kuschnir. Nel 2004 ha vinto la Eurovision Young Musicians Competition a Lucerna. Detentrice d’importanti premi e borse di studio, si è esibita in formazione cameristica e – sotto la guida di grandi direttori – con le maggiori orchestre in Francia, Europa, USA e Giappone. È regolarmente invitata nelle sale più prestigiose e a festivals internazionali: già nel 2006 partecipa al Progetto Martha Argerich a Lugano. In Gran Bretagna dal 2010 al 2012 fa parte del BBC Radio 3’s New Generation Artists scheme. Mantiene costanti contatti con il Regno Unito in quanto detentrice per il 2012-2015 del London Music Masters Award. Dal 2008 registra per Claves label. Vive a Parigi dove ha fondato nel 2012 Esperanz’Arts, un’associazione non a scopo di lucro che promuove progetti di sostegno e solidarietà in campo artistico. Nel 2013 Alexandra Soumm è stata nominata madrina de El Sistema France. Suona un violino di Giovanni Battista Guadagnini, che le è stato attribuito per il London Music Masters Award.

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