Concessione A22, Kompatscher convoca i soci pubblici per reagire allo scippo di Toninelli

Gli enti territoriali coalizzati contro l’esproprio di fatto dell’autostrada del brennero a favore del Governo. Intanto, i consiglieri grillini eletti in Regione chiedono a Toninelli il blocco dei lavori alla nuova linea ferroviaria del Brennero e lo stop alla terza corsia sull’autostrada. 

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concessione A22

I sedici soci pubblici di autostrada del Brennero non sono disposti ad accettare supinamente la proposta del ministro delle Infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli, che prevede l’esproprio di fatto della concessione A22 con la previsione, all’interno della concessionein house”, di un comitato paritetico con poteri cogenti d’indirizzo su gestione, investimenti, definizione delle politiche di bilancio della società “in house”, la BrennerCorridor che gestirà A22.

Non solo: Toninelli stabilisce anche che il voto del presidente del comitato, espressione del Governo, varrà il doppio, assicurando così sempre la maggioranza decisionale alla parte governativa. Una prospettiva inaccettabile per i soci pubblici territoriali, i quali sarebbero proprietari solo di facciata di una società, chiamata a gestire le grane quotidiane della gestione della concessione A22, ma che sulle scelte strategiche di sviluppo deciderebbe il Governo con le sue priorità che potrebbero anche essere differenti da quelle dei territori attraversati dall’arteria.

Stante questa situazione, Arno Kompatscher, presidente della provincia di Bolzano e della regione Trentino Alto Adige ha preso carta e penna convocando in tutta fretta per giovedì prossimo i soci pubblici per reagire alla proposta ministeriale che di fatto azzeratutta la trattativa intercorsa negli scorsi mesi. Kompatscher vuole coinvolgere nella reazione anche i governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, anch’essi coinvolti nella stessa situazione con la concessionein house” di Società autostradale Alto Adriatico, destinata a subentrare all’odierna Autovie Venete.

Alla riunione dei soci pubblici di A22 si dovrà discutere anche di alcuni aspetti relativi alla nuova BrennerCorridor Spa, ad iniziare da quello della sede legale della società, fissata a Bolzano invece che a Trento come lo è per l’Autobrennero, cosa che ha destato la reazione della provincia di Trento che nel corso dell’ultima riunione della giunta uscente (uscita tra l’altro sconfitta dalle elezioni) aveva visto il Pd trentino sfiduciare l’operato dell’ex presidente della provincia, Ugo Rossi.

I soci pubblici dovranno analizzare i vari scenari aperti dalla nuova posizione di Toninelli sulle concessioni autostradaliin house”. Sostanzialmente, sono due: lo Stato affida la gestione direttamente all’Anas, oppure riprova, come tentato nel 2010, a mettere a gara la concessione. Due opzioni che entrambe annullano gli sforzi fatti per tenere in mano agli enti locali la gestione dell’autostrada e che preannunciano, in caso di mancato accordo, lo scontro giudiziario per far rispettare l’intesa raggiunta con l’ex ministro Graziano Delrio nel gennaio 2016, oltre che agire sul fronte eminentemente politico, creando un asse tra gli amministratori delle regioni interessate, tutte a guida Lega, con quest’ultima che da maggiorente del Governo con M5s potrebbe “consigliare” più miti consigli.

Se Kompatscher briga per reagire alla mossa di Toninelli, viceversa i tre consiglieri M5s eletti in Trentino Alto Adige rilancianochiedendo al “loro” ministro Toninelli di bloccare i lavori al tunnel ferroviario del Brennero e alla relativa linea da Fortezza a Veronae il progetto di realizzare la terza corsia su A22.

I consiglieri Filippo Degasperi, Alex Marini e Diego Nicolini in una lettera al ministro Toninelli chiedono di modificare radicalmente il contratto di concessione, stralciando la terza corsia, i finanziamenti incrociati al tunnel ferroviario del Brennero, oltre ad escludere i comuni e le Camere di commercio dalla gestione e introducendo una sorta di elezione pubblica per i componenti del futuroconsiglio di amministrazione dell’autostrada, «proposte impegnative e rivoluzionarie ma solo così si potrà gestire bene un corridoio di grande rilievo economico e sociale mettendo fine alle logiche da manuale Cencelli utilizzate finora», mettono nero su bianco i tre pentastellati. Una proposta destinata a rilanciare ancora più in alto mare la partita che si sta giocando tra Trento, Bolzano e Roma.

Proposte che sono in gran parte inattuabili. Lo stralcio del fondo ferrovia per il tunnel del Brennero significherebbe fermare la Tav e perdere tutti i finanziamenti europei (il 50% del totale) creando oltretutto un incidente con l’Austria. Lo stralcio della terza corsia, ormai indispensabile per consentire un minimo di fluidità al traffico ordinario sull’autostrada, farebbe infuriare il mondo economico che già prima delle elezioni aveva chiesto la sua realizzazione. Difficile anche escludere comuni e Camere di commercio dalla società di gestione.

Se i tre pentastellati sono sicuri che «Toninelli sarà cogliere il senso di questa impostazione e farà il possibile per attuarla, conformemente ai principi cardine del Movimento 5 Stelle per avere una società focalizzata sulla gestione, libera da appetiti politici», c’è da registrare la reazione della Lega con il neogovernatore trentino, Maurizio Fugatti che ha ribadito che «gli accordi sul tunneldel Brennero e sulla concessione autostradale vanno rispettati. Sono anni che, con governi di ogni colore, abbiamo combattuto con l’Europa per togliere l’autostrada ai privati e fare in modo che rimanesse in mani locali. Adesso che ci siamo riusciti non mi sembra assolutamente il momento di mettere tutto in discussione. Anche se non credo sia il loro obiettivo, con queste richieste i grillini fanno il gioco di chi vuole la gara europea».

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