Alto Adige: prima riunione tecnica con i proprietari dei boschi schiantati e i sindaci dei comuni colpiti

Kompatscher: «piano di gestione e fondi straordinari in coordinamento con altre realtà colpite del NordEst». 

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Un tavolo di lavoro su come procedere con il recupero e la vendita del legno, un fondo d’emergenza immediatamente accessibile dai proprietari privati per i primi interventi e un piano di gestione per fare sì che «ciascuno sappia esattamente cosa fare e come farlo»: sono queste le misure messe in campo dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e dal suo collega di Giunta con competenza per la protezione civile, Arnold Schuler, nell’ambito della riunione tecnica organizzata alla Scuola forestale Latemar sopra Nova Levante per fare il punto della situazione dei boschi schiantati dell’Alto Adige dopo che la notte del 29 ottobre violentissime raffiche di vento hanno divelto alberi per un volume di oltre un milione di metri cubi.

Alla riunione tecnica hanno partecipato anche un centinaio di proprietari dei terreni boschivi, cui appartiene un terzo delle aree devastate da quello che Kompatscher e Schuler hanno ribadito essere stato «un evento epocale dalla portata catastrofica». Sono loro, selvicoltori che basano il proprio sostentamento sulla gestione del legno derivante dal bosco, la categoria economicamente più colpita dalle conseguenze del maltempo dei giorni scorsi.

Oltre alle aree di proprietà dei privati, un ulteriore terzo appartiene al Demanio provinciale e la rimanente parte ai comuni di Cornedo, Nova Levante e Tires. Fra le conseguenze della falcidia degli alberi della val d’Ega e degli altri comuni altoatesini interessati c’è il fatto che l’abbondanza di legname da raccogliere e riutilizzare, non solo in Alto Adige ma anche nel NordEst, sta comportando un calo generalizzato del prezzo di questa materia prima e le conseguenze sui bilanci familiari dei selvicoltori rischiano di essere enormi, indipendentemente da quelle ambientali degli anni a venire, relative alla sicurezza dei pendii e alla prevenzione del dissesto idrogeologico garantito dagli alberi stessi.

Tre le priorità indicate nell’ambito della riunione tecnica sulla gestione dei boschi schiantati c’è la sistemazione delle strade forestali e la logistica del trasporto a valle dei tronchi, la necessità di manodopera e macchinari per gestire i lavori di recupero del legname e infine il finanziamento preventivo di tali interventi. Kompatscher ha sottolineato l’esigenza di mantenere un «approccio razionale, misurato e pratico al pur enorme dramma che coinvolge l’intera comunità, grazie ad un piano di gestione concordato fra tutte le parti. Il piano comune, pronto entro qualche giorno dopo le dovute consultazioni con le parti, stabilirà i passi da compiere per i singoli selvicoltori danneggiati anche dal punto di vista degli aiuti finanziari».

Si è anche svolta la prima riunione del tavolo di lavoro creato 3 anni fa per gestire la risorsa legno a livello provinciale, al quale prendono parte tutti gli attori che in qualche modo operano con questa materia prima. Un ruolo di primo piano in questo senso lo hanno i proprietari delle segherie, coinvolti in prima persona a lavorare l’immensa mole di legno che deve essere ora recuperato e utilizzato.

Il presidente della Provincia ha emanato due decreti, uno per dichiarare lo stato di calamità a livello provinciale e rendere così più snelle e meno burocratiche le procedure di intervento consentendo anche affidamenti diretti, l’altro per richiedere l’accesso al fondo straordinario istituito a livello nazionale per gestire l’emergenza maltempo.boschi schiantati

Al Dipartimento provinciale agricoltura e foreste alla presenza dell’assessore Arnold Schuler, al assieme ai componenti della Ripartizione agricoltura e foreste e dell’Agenzia del Demanio provinciale, oltre ad esponenti dell’Unione Agricoltori Sudtirolesi (Bauernbund), ai proprietari di segherie, lavoratori del legno, esponenti dell’Unione Energia Alto Adige e della categoria “legno” dell’Associazione provinciale artigiani dell’Apa si è svolta una riunione su come gestire il legno proveniente dagli alberi schiantati.

Entro i prossimi 14 giorni è necessario innalzare la capacità di acquisto e utilizzo di legname di scarto e di legna da ardere e da utilizzare per mobili o altre lavorazioni, nonché reperire luoghi per stivate il legname prima della sua vendita, in modo da evitarne il deterioramento. Occorrono inoltre, ha aggiunto Schuler, valutazioni sul prezzo del materiale sul mercato. Quanto al finanziamento di tali misure, si valuterà l’attivazione di un fondo di rotazione.

Tema non secondario è anche quello del trasporto. «Ciò che conta ora è la solidarietà e la comunicazione fra le parti coinvolte, che devono ottenere tutte le informazioni necessarie» ha detto Schuler.

L’obiettivo è di lavorare tutto il legno disponibile, ha detto Peter Prader, rappresentante dei proprietari delle segherie. La maggior parte delle segherie provinciali aveva già acquistato legname per tutto l’inverno e le forniture sono coperte fino a primavera. Thomas Egger dell’Unione Energia Alto Adige ha chiarito che esiste la possibilità di accumulare il cippato ricavato dagli scarti di legnoderivante dagli schianti presso le 50 centrali di teleriscaldamento altoatesine (delle 70 complessive) che sono membri dell’Unione.

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