Friuli Venezia Giulia, maggiore qualità da benessere animale

Zannier: «un’opportunità che il mondo dell’allevamento deve saper cogliere per conseguire maggiore remuneratività». 

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A Gemona del Friuli (Udine) si è svolto un convegno dedicato alla valutazione del benessere animale negli allevamenti. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato gli studenti degli istituti agrari della Regione, è stata organizzata dall’Ersa nell’ambito di un progetto Interreg Italia-Austria, con la collaborazione dell’Università di Udine e dell’associazione regionale degli allevatori.

Nel suo intervento, l’assessore alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha sottolineato come «il benessere animale non deve essere percepito dagli allevatori come un vincolo quanto, piuttosto, come un’opportunità che consente al comparto agroalimentareuna maggiore rimuneratività dei prodotti. Affinché ciò accada, è necessario che gli operatori del settore e gli enti pubblici coinvolti remino tutti nella stessa direzione, creando così le condizioni per raggiungere un obiettivo condiviso».

Zannier, nel suo intervento, si è soffermato sull’importanza dell’ambiente in cui vengono allevati gli animali, poiché questo aspetto può avere diverse ripercussioni positive tanto sulla qualità dei prodotti quanto sulle richieste e le sensibilità del mercato. «Non va dimenticato, infatti, che esiste una forte sensibilità del consumatore nei confronti di questo tema, attenzione che si può tradurre in prodotti di qualità da immettere sul mercato».

Per poter raggiungere questo obiettivo, Zannier ha auspicato che gli operatori del settore e gli enti pubblici coinvolti «mettano in moto un circolo virtuoso al quale aderiscano tutti nello stesso modo, nell’ambito di una filiera lunga che interessi la carne ma anche ciò che è legato alla trasformazione del latte. Solo in questo modo – ha evidenziato l’assessore – il cliente potrà riconoscere il maggior valore di questi prodotti da lui ricercati e che si distinguono da quelli che non rispettano il valore etico dell’attenzione agli animali. È evidente, quindi, che dovranno essere gestiti percorsi che contemperino la continuità aziendale con i tempi dell’adeguamento».

Zannier ha infine ricordato che, se verrà a mancare l’adattamento alle nuove norme del settore, «la zootecnia rischia di sparire, con ripercussioni tanto sull’economia della nostra regione quanto sull’ambiente. Non vanno infatti dimenticate le enormi potenzialità che ci sono in questo settore che propone risvolti anche in ambito turistico, opportunità che vanno però colte con intelligenza sfruttando al meglio ciò che vede è messo a disposizione dal sistema. Non ultimo, gli effetti negativi dovuti alle eventuali chiusure delle aziende zootecniche si ripercuoteranno anche sull’ambiente. Questo settore – ha concluso Zannier – è infatti di fondamentale importanza per la gestione sostenibile del territorio».

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