Mercato auto: a ottobre vendite ancora in calo (-7,4%) in Europa per l’effetto Wltp

Le nuove norme di omologazione rallentano le consegne ai clienti. 

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Mercato auto

In ottobre il mercato auto nell’Unione Europea e nell’Efta hanno fatto registrare una calo del 7,4%. Si tratta di una contrazione importante, ma poco significativa in quanto è soltanto la coda della perturbazione al normale andamento delle vendite determinato dall’entrata in vigore dal 1 settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP che ha preso in contropiede molte case con le procedure non ancora completate.

Al netto di questo effetto, l’andamento del mercato dell’auto in questa importantissima area europea non è negativo, ma anzi da gennaio ad ottobre, con 13.424.360 vetture immatricolate, si registra una crescita dell’1,4% sullo stesso periodo del 2017. Il mercato europeo dell’auto non è in una fase di crescita tumultuosa, ma gode buona salute con la maggior parte dei mercati nazionali in crescita.

Tutti i paesi sono interessati dal fenomeno della demonizzazione del diesel con un impatto tuttavia differenziato da mercato a mercato e comunque con effetti, per il momento, di scarso rilievo sul volume complessivo delle immatricolazioni. Particolarmente significativi nell’area UE+Efta sono i risultati dei cinque maggiori paesi in cui si concentra il 71,5% delle vendite di autovetture. Tra questi paesi, Germania, Regno Unito e Francia hanno ormai decisamente superato i volumi del periodo precedente la grande crisi iniziata nel 2008, mentre gli altri due, Italia e Spagna, sono invece ancora lontani da quei livelli.

Il mercato della Germania, con 2.926.046 immatricolazioni e una crescita dell’1,4% nei primi dieci mesi dell’anno, sta veleggiando verso un numero di vendite decisamente elevato. Il mercato del Regno Unito, che ha toccato il suo massimo storico nel 2016 e lo ha consolidato nel 2017, sta invece subendo una contrazione del 7,2%, il mercato francese al contrario sta crescendo del 5,7%. I due mercati della pattuglia dei primi cinque ancora lontani dai livelli ante-crisi, e cioè Italia e Spagna, hanno invece andamenti tra loro nettamente differenziati. Il mercato spagnolo, fortemente sostenuto da una vigorosa crescita del Pil, è cresciuto nei primi dieci mesi dell’anno del 10%, mentre il mercato italiano nello stesso periodo ha subito una contrazione.

Dopo crescite del 16% sia nel 2015 che nel 2016 e dell’8% nel 2017, nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno in Italia vi è un calo del 3,2%. «Una parte di questo calo, dovuto essenzialmente ancora all’effetto WLTP, potrebbe essere recuperata in novembre e dicembre – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – ma la ripresa del mercato italiano e il suo ritorno a livelli di vendita fisiologici, anche in relazione alle esigenze di sostituzione di un parco circolante di oltre 38 milioni di autovetture, stanno subendo una battuta d’arresto legata, non tanto alla domanda potenziale del Paese, quanto al deterioramento del quadro economico nazionale».

«Ad ottobre, il mercato europeo dell’auto continua a decelerare (-7,4%), sebbene a un ritmo più moderato rispetto a settembre – commenta Aurelio Nervo, presidente di ANFIA -. La causa principale è ancora rappresentata dagli effetti dell’introduzione del nuovo test WLTP sulle emissioni del 1 settembre, che ha provocato un’impennata eccezionale delle immatricolazioni durante l’estate. Di conseguenza, la domanda di nuove auto è scesa nella maggior parte dei Paesi dell’UE ad ottobre».

Prosegue in tutti i maggiori mercati la contrazione delle vendite di vetture Diesel, che incide sull’aumento delle emissioni medie di CO2delle nuove vetture immatricolate, nonostante siano già disponibili modelli con omologazione Euro6d in vigore dal 2021 che abbattono a limiti estremamente bassi le emissioni inquinanti, ponendole in seria competizione con i veicoli elettrici se si prendono in considerazione tutte le emissioni inquinanti legate al ciclo di produzione del veicolo.

«Con un parco circolante in Italia caratterizzato per il 34% da vetture ante Euro4, quindi immatricolate prima del 2006, diventa urgente – afferma Romano Valente, direttore generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’attuazione di un piano strategico che ne favorisca il rinnovo, puntando parallelamente sulla realizzazione di nuove infrastrutture. Esaminate le tendenze degli ultimi mesi, quindi, il nostro Centro studi e statistiche – prosegue Valente – considerato anche il quadro macroeconomico di decelerazione, ha stimato un ulteriore calo delle vendite del 2018, prevedendo che queste si arrestino a 1.930.000 unità, -2,1% rispetto al 2017».

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