Paolo Scudieri nuovo presidente di Anfia

Il nuovo leader della filiera italiana dell’automotive è amministratore delegato della multinazionale Adler Group di Ottaviano (Napoli). 

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L’assemblea generale degli associati Anfia (associazione nazionale filiera italiana automotive) svoltasi a Roma ha eletto Paolo Scudieri – amministratore delegato della multinazionale Adler Group di Napoli – alla presidenza dell’Associazione per il triennio 2019-2021. Contestualmente, sono stati eletti due dei presidenti dei tre gruppi merceologici Anfia, che assumono anche il ruolo di vice presidenti dell’Associazione: Marco Stella (Duerre Tubi Style Group SpA) per il Gruppo componenti e Massimo Repetto (Piaggio & C. SpA) per il Gruppo costruttori.

Nel corso della parte pubblica dell’assemblea alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, si è concentrata sul tema di una politica industriale per l’automotive in questa sfidante fase di trasformazione del comparto, sia dal punto di vista tecnologico che normativo.

Dopo il saluto d’apertura del presidente uscente, Aurelio Nervo, il neopresidente Paolo Scudieri ha introdotto i lavori soffermandosi su alcuni elementi di riflessione utili ad avviare il dibattito: la centralità dell’industria per la crescita del Paese, la trasformazione degli scenari internazionali, anche sotto il profilo commerciale, e lo stato attuale della filiera di fronte alla sfida dell’elettrificazione del veicolo e dell’evoluzione dei sistemi di mobilità.

«Accolgo con piacere ed emozione l’incarico alla presidenza dell’Associazione e ringrazio il mio predecessore per gli ottimi risultati raggiunti sotto la sua guida – ha dichiarato Scudieri -. Questo sarà il punto di partenza da cui inizierò questo importante percorso, nel contesto di una mobilità in evoluzione che ci porterà ad affrontare, nei prossimi anni, sfide tecnologiche che impongono cambiamenti dirompenti».

Con oltre 5.000 imprese in Italia, un fatturato sopra i 100 miliardi di Euro (il 6% del PIL) e circa 260.000 addetti diretti e indiretti (il 7%degli occupati della manifattura) «siamo il settore industriale che investe di più in ricerca e innovazione, quasi 1,7 miliardi di Euro in Italia e 53 miliardi in Europa, la metà da parte di aziende della componentistica – ha proseguito Scudieri -. Il primo messaggio che vogliamo dare oggi al Governo riguarda il ruolo centrale che l’industria merita nel programma del Paese: non c’è crescita sociale e occupazionale senza la creazione di condizioni favorevoli per il rafforzamento e l’ampliamento del tessuto imprenditoriale italiano. In secondo luogo, se la strada verso la mobilità a zero emissioni è ormai tracciata e richiede all’industria investimenti e obblighi che, se non raggiunti, comporteranno pesanti sanzioni economiche per i costruttori, ci aspettiamo un impegno concreto alla realizzazionedelle infrastrutture, oggi fortemente carenti sia in Europa che in Italia (la Direttiva DAFI stabilisce che il rapporto necessario tra numero di veicoli e colonnine dev’essere 10 a 1)».

Secondo Scudieri, «riguardo alla sfida dell’elettrificazione – che non significa solo auto elettrica, ma diverse forme di ibridazione – la trasformazione indotta dalla regolamentazione è radicale, ma va gestita in modo intelligente e graduale, senza dimenticare che oggi il 41% della manodopera diretta del settore è impiegata nella produzione di auto a combustione interna e dei loro motori, supportando il cambio tecnologico, intervenendo sui “vuoti” di filiera anche attraverso il sostegno alle attività di ricerca e innovazione e incoraggiando gli investimenti in capitale umano, nonché valorizzando le competenze già sviluppate».

L’altra grande sfida, quella del veicolo a guida autonoma, «ci vede protagonisti con il progetto “Borgo 4.0”: abbiamo finalmente l’opportunità di realizzare sul territorio questo laboratorio di sperimentazione tecnologica partecipando al programma “Campania 2020 – Mobilità sostenibile e sicura”, per il quale la Regione ha stanziato 50 milioni di Euro di risorse POR FESR 2014/2020 –evidenzia il neopresidente Anfia -. Lavorando sinergicamente con il mondo accademico e con le istituzioni, siamo convinti che l’iniziativa, con le sue ricadute scientifiche, tecnologiche e occupazionali, porterà innovazione e competitività. A malincuore stiamo assistendo al depotenziamento di misure importanti come l’iperammortamento e addirittura alla perdita del superammortamento e del credito d’imposta per ricerca e innovazione, strumenti che riteniamo fondamentali per il rilancio del settore industriale, ma siamo ottimisti e ci auguriamo, lavorando insieme al Governo, di vincere le sfide che ci attendono».

A seguire la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Roberto Vavassori, presidente di CLEPA, Daniele Chiari, responsabile programmazione prodotto e comunicazione istituzionale FCA EMEA Region, Andrea Pontremoli, amministratore selegato di Dallara Automobili, Paolo Pozzi, amministratore delegato di A. Agrati e Giorgio Gallia, managing director di Denso Thermal Systems Southern Europe. Dal confronto sono emerse indicazioni concrete sui prossimi sviluppi tecnologici e produttivi della filiera: dalla strategia di transizione verso l’elettrificazione secondo FCA, alla necessità di creare le competenze che davvero servono alle aziende espressa dal responsabile di Dallara, dai fattori di competitività più importanti per un’azienda multinazionale come Denso all’esempio virtuoso di Agrati come multinazionale tascabile italiana, all’analisi critica sulle iniziative regolamentari europee da parte del presidente di CLEPA Roberto Vavassori.

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