Bioplastica dalla CO2 innovazione italiana della bolognese Bio-On

Dall’alleanza di Hera e Bio-On nasce Lux-On, iniziativa pilota nella produzione di biopolimeri PHAs utilizzando anche l’anidride carbonica catturata dall’atmosfera. 

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LuxOn Tomaso Tommasi di Vignano Presidente Gruppo Hera MarcoAstorri Amministratore delegato Bio-On

Ulteriore passo in avanti per una chimica completamente sostenibile e ancora una volta artefice ne è la bolognese Bio-On che in collaborazione con Hera ha dato vita a Lux-On, nuova impresa italiana dedicata ad una nuova tecnologia di produzione deibiopolimeri.

La società si lancerà in una vera e propria sfida tecnologica: rendere possibile la produzione di bioplastica dalla CO2 catturatadall’atmosfera. La tecnica è il frutto di due anni di studi e sperimentazioni da parte degli scienziati Bio-On e, a regime, permetterà di integrare il biossido di carbonio tra le fonti naturali impiegate oggi nella sintesi del poliestere PHAs, come la barbabietola zucchero, gli scarti della frutta e patate, il glicerolo e l’olio di frittura esausto.

Dal punto di scientifico, la produzione di bioplastica dalla CO2 ha lungo elenco di ricerche dedicate, come quella condotta nel 2017 dai ricercatori dell’Institut Català d’Investigació Química per sintetizzare un biopolimero a partire da bucce di limone e biossido di carbonio, o come la ricerca dei chimici di Stanford nel 2016 per produrre polietilene furandicarbossilico a partire da rifiuti agricoli, erbe non commestibili mixati e anidride carbonica.

Lux-On va oltre il mero aspetto della ricerca per passare alla produzione su scala industriale: il primo impianto sarà costruito entro il 2019 a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, nei pressi dello stabilimento industriale di Bio-On Plants. Il complesso sarà dotato d’impianti di cattura dell’anidride carbonica atmosferica e alimentato solo da fonti rinnovabili; il progetto prevede anche l’installazione di moduli fotovoltaici e un elettrolizzatore per conservare l’energia solare prodotta sotto forma d’idrogeno.

«L’impianto – sottolinea l’amministratore delegato di Bio-On, Marco Astorri – sorgerà su un’area di 1.500 metri quadrati, di cui 600 metri coperti, e avrà una capacità produttiva flessibile ed espandibile rapidamente». Nell’ambito dell’accordo siglato tra Bio-On ed Heraè prevista anche una seconda linea di sviluppo finalizzata all’individuazione di sotto prodotti sostenibili per la produzione di bioplastiche. L’iniziativa, che prende il nome di Hera PHA-CEL, si focalizzerà sulla trasformazione della cellulosa di sfalci e potature in zuccheri semplici che, sottoposti a trattamento enzimatico, permettono di essere utilizzati in fermentazione. «Un processo interessante reso possibile grazie alla tecnologia di trattamento, messa a punto dal Gruppo Hera, che sta valutando la sua applicazione anche nella produzione di biogas e biometano da sfalci e potature» sottolinea l’amministratore delegato di Hera, Tommaso Tommasi di Vignano.

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