A dicembre peggiora il clima di fiducia tra imprese e consumatori

Mameli: «in corso una chiara tendenza al rallentamento del ciclo economico italiano che è in sostanziale stagnazione». 

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A dicembre l’Istat certifica il peggioramento generalizzato del clima di fiducia tra imprese e consumatori.

In particolare, per quanto riguarda le imprese, l’indice destagionalizzato torna sui livelli di due anni fa. Nella manifattura, la flessione del clima di fiducia riflette un deterioramento ulteriore dei giudizi sulla domanda a fronte di aspettative in lieve crescita e, dal punto di vista settoriale, il calo nel comparto dei beni intermedi. Peggioramenti si rilevano anche nei servizi e nelle costruzioni. Con riferimento ai consumatori, si segnala il peggioramento, per il terzo mese consecutivo, delle valutazioni sulla situazione economica del Paeseamplificato, come impatto negativo sull’indice, da un deterioramento dei giudizi sul quadro personale.

La fiducia di imprese e famiglie è calata ancora a dicembre, raggiungendo un minimo rispettivamente da dicembre 2016 e agosto 2017. A pesare sul risultato l’incertezza sulle prospettive fiscali e finanziarie del Paese, che ha caratterizzato la prima parte del mese: in tal senso, la schiarita venuta dall’accordo trovato dal governo con la Ue potrebbe indurre un recupero di fiducia a gennaio. Tuttavia, le indagini segnalano che l’economia è in una fase di sostanziale stagnazione, che potrebbe estendersi almeno alla prima parte del prossimo anno.

Secondo Paolo Mameli, economista senior di Banca Intesa Sanpaolo, «l’indagine conferma che è in corso una chiara tendenza di rallentamento del ciclo. L’incertezza sulle prospettive fiscali e finanziarie del Paese, che ha caratterizzato soprattutto la prima parte del mese, potrebbe aver pesato ulteriormente sul morale non solo delle imprese ma anche delle famiglie. In tal senso, la schiarita venuta dall’accordo trovato dal governo con la Ue, che ha scongiurato l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo, potrebbe indurre un recupero per la fiducia degli operatori economici nel mese di gennaio. In ogni caso – conclude Mameli -, le indagini segnalano che l’economia è in una fase di sostanziale stagnazione, che potrebbe estendersi almeno alla prima parte del prossimo anno. Pertanto, a nostro avviso c’è il rischio che l’economia possa crescere ad un ritmo significativamente inferiore all’1% nel 2019». Scenario che aprirebbe vistose falle nella già traballante manovra di bilancio statale del 2019.

Nel dettaglio, a dicembre 2018 si stima una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una dinamica negativa, peraltro in atto già dallo scorso luglio, passando da 101,0 a 99,8. Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in peggioramento: il clima economico passa da 131,5 a 129,4, il clima personale scende da 108,9 a 107,0,  il clima corrente diminuisce da 111,5 a 110,0 e il clima futuro cala da 118,7 a 116,0.

Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia diminuisce in tutti i settori (nel settore manifatturiero l’indice passa da 104,3 a 103,6, nelle costruzioni da 132,5 a 130,3 e nei servizi da 101,7 a 99,5) ad eccezione del commercio al dettaglio dove l’indice aumenta da 102,1 a 104,8.

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nel comparto manifatturiero, che registra una flessione più contenuta rispetto al settore dei servizi e a quello delle costruzioni, si rileva un peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e della domanda unitamente ad un aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino; peraltro, le aspettative sul livello della produzione sono in aumento rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni si registra, per il secondo mese consecutivo, un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull’occupazione.

Per quanto riguarda il settore dei servizi, si segnala il deterioramento dei giudizi sull’andamento degli affari e sul livello della domanda; le attese sugli ordini sono invece in aumento. Nel commercio al dettaglio migliorano tutte le componenti dell’indice (giudizi e attese sulle vendite, giudizi sul livello delle giacenze).

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