Il Consiglio regionale vara la manovra 2019 dell’Emilia Romagna

Disponibili 12,4 miliardi di euro, di cui 8,4 per il fondo sanitario. Bonaccini: «completiamo la legislatura investendo con l'obiettivo di tornare alla piena e buona occupazione». 

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manovra 2019 dell'Emilia Romagna

Il Consiglio regionale ha varato la manovra 2019 dell’Emilia Romagna con i voti a favore di Pd, Sinistra italiana e misto (31 voti), contrari i gruppi di Lega Nord, M5s, FdI, Forza Italia e misto-Mns (14 voti).

«Sono soddisfatto, per una manovra che porta a ciò che avevamo immaginato, completare la legislatura investendo e tornando, se possibile, alla piena e buona occupazione perché per noi il lavoro è dignità» ha detto il presidente della RegioneStefano Bonaccini.

Per il prossimo anno, il bilancio della regione Emilia Romagna ammonta a 12,4 miliardi di euro, di cui 8,4 stanziati dal Fondo sanitarionazionale per la sanità regionale. Una manovra che riduce il carico fiscale di cittadini, famiglie e imprese, con l’abolizione dei superticket sanitari e del ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per i nuclei con almeno due figli a carico, e l’introduzione della fiscalità di vantaggio per esercizi commerciali e aziende nelle aree montane, che beneficeranno del taglio dal 33 al 50% dell’Irap, mentre per le nuove l’imposta sarà azzerata per tre anni. Operazioni coperte interamente con fondi regionali (33 milioni di euro l’anno la prima, 36 per il prossimo triennio la seconda) e che arrivano dopo quattro anni consecutivi senza toccare le tasse regionali.

La manovra rafforza lo stato sociale, puntando sul servizio sanitario regionale pubblico e universalistico (altre 1.000 nuove stabilizzazioni e assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri, tecnici e operatori nel 2019, dopo le oltre 8.000 degli ultimi tre anni), dando una mano concreta a chi è in difficoltà economica (stanziati oltre 100 milioni di euro per il Reddito di solidarietà fino al 2021). Una manovra che rilancia una politica anticiclica di stimolo all’economia attraverso il sostegno a internazionalizzazione, ricerca e sviluppo, attrattività degli investimenti in Emilia Romagna, voce, quest’ultima, cui destina altri 31 milioni. 260 milioni di euro sono destinati al piano straordinario per i giovani, mentre per l’edilizia scolastica e all’impiantistica sportiva sono stanziati 8,1 milioni che si aggiungono ai 35 già disponibili.

Alla valorizzazione dei territori, in un’Emilia Romagna che richiama sempre più turisti e visitatori, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al trasporto pubblico locale. La mobilità sostenibile è un capitolo importante: confermati i 6 milioni di euro l’anno per permettere ai pendolari abbonati ai treni regionali di viaggiare gratis in autobus nelle 13 città con più di 50.000 abitanti, lo stanziamento dei 5 milioni di euro annunciati per gli incentivi alla rottamazione delle auto dei privati fino al diesel Euro4, che si aggiungono ai circa 4 per gli ecobonus per la sostituzione di quelli commerciali, e 3 milioni per il contributo regionale pari al costo del bollo per chi acquista un’auto ibrida.

10 milioni di euro (più 23 cofinanziati dagli enti locali) sono previsti per la realizzazione di 135 chilometri di nuovi percorsi ciclopedonali e 1.000 posti bici in depositi alle stazioni ferroviarie. Una manovra che guarda all’agricoltura, sostenendo la qualità delle nostre eccellenze. Alla viabilità, con 131 milioni dai Fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc) di interventi sulle strade, più 10 milioni di fondi regionali per la manutenzione stradale, di cui 7 per quelle comunali in Appennino, con la montagna al centro visti anche gli sgravi fiscali per le imprese. E il turismo con in particolare 45 milioni per due interventi straordinari: opere di riqualificazione sia dei fronte spiaggia nelle località della costa (20 milioni) che delle strutture ricettive e turistico-ricreative (25 milioni).

«I numeri dicono che questa è la manovra di un’Emilia Romagna che non si vuole fermare – ha ribadito Bonaccini -. E’ il bilancio di una Regione aperta e solidale, che investe e innova, che attrae persone e investimenti, e sa esportare eccellenze grazie ai saperi di questa terra. Mettiamo in campo misure per le nostre famiglie e le nostre imprese, con un’attenzione particolare per chi ha più bisogno. Ormai da quattro anni siamo primi per crescita, export e occupazione e chiediamo di poter andare avanti con i nostri progetti sul fronte delle infrastrutture e della manutenzione del territorio. Anche per questo chiediamo maggiore autonomia regionale, sulla quale siamo pronti a firmare già domani l’intesa col Governo, convinti di poter gestire meglio e più velocemente programmi e risorse».

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