Scandalo alla Curia di Klagenfurt con la bella vita dell’ex vescovo Schwarz

Le accuse sono di aver speso allegramente l’ingente patrimonio della diocesi, il maggiore di tutta l’Austria, e di avere infranto il voto del celibato. 

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Curia di Klagenfurt

Viene a galla uno scandalo nella Curia di Klagenfurt capoluogo della Carinzia, con l’ex vescovo della diocesi di Kagenfurt, Alois Schwarz, accusato di avere dilapidato allegramente gran parte del patrimonio, con uno scandalo che oltre ad essere finanziario, sarebbe pure etico ed erotico.

La cosa è venuta a galla nonostante gli sforzi delle gerarchie ecclesiastiche di Kagenfurt e di Vienna di silenziare tutta la vicenda a seguito della revisione contabile sulle finanze della diocesi, quella con il patrimonio più grande di tutta l’Austria. L’amministratorediocesano, Engelbert Guggenberger, a capo di una sua squadra di contabili, parallelamente alla rimozione del vescovo e il suo trasferimento alla diocesi di St. Polten, ha effettuato a partire dal 1 luglio 2018 una rigorosa inchiesta sui bilanci della Curia, facendo emergere una gestione a dir poco disinvolta, con la nunziatura apostolica di Vienna che ha proibito di divulgare la vicenda finché Guggenberger ha ugualmente parlato alla stampa austriaca, sostenendo che non poteva farne a meno in obbedienza alla propria coscienza, portando alla luce lo scandalo che vede coinvolti, oltre allo stesso vescovo Schwarz, anche la sua amante, Andrea Erzinger, nel ruolo di amministratrice di fatto dei beni della Curia carinziana.

Tra le varie gestioni sopra le righe, oltre alla bella vita, anche la spesa di un milione di euro per la realizzazione di una piscina con annessa sauna. Schwarz ha inoltre messo la Erzinger alla guida di un’agenzia per la formazione professionale con un stipendio di 91.000 euro all’anno. Nel corso degli anni, Schwarz e la Enzinger, oltre a essere amanti, avrebbero stornato a loro favore gran partedei fondi derivanti dalle rendite del patrimonio diocesano, come emergerebbe dai bilanci episcopali, da cui risultano perdite anche di alcuni milioni di euro, l’anno, si dice non meno di 1,9 milioni di euro per il solo anno 2017. Il tutto a fronte di un patrimonio diocesano composto da scuole, alberghi, edifici, proprietà terriere, valutato in svariate centinaia di milioni di euro.

Secondo quanto emerso, tra chi ha indagato sulla vicenda ha parlato di un vero e proprio “sistema Schwarz”, in cui la donna avrebbe avuto un ruolo decisivo influenzando notevolmente le decisioni del vescovo, tanto da spingerlo anche a licenziare i dipendenti scomodi o che sospettavano intrallazzi.

Il tutto è venuto progressivamente alla luce per via del malcontento di molti dipendenti licenziati o bistrattati dalla coppia diabolica. Il vescovo Schwarz nega tutte le accuse sostenendo di preparare una reazione legale in forma di ricorso, mentre la Enzinger, dal canto suo, ha dichiarato pubblicamente che «fra noi c’era solo un legame corretto e amichevole, nient’altro», definendo il vescovo «un uomo che voleva solo diffondere il bene». Sarà anche così, ma nella diocesi frau Enzinger era tuttavia soprannominata Frau Bischof, ovvero “signora vescovo”.

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