L’ex commissario al tunnel del Brennero Facchin rompe il silenzio e attacca il ministro Toninelli

Disinteresse di Palazzo Chigi sull’opera. «Necessario affrontare i progetti del Corridoio con una visione di lungo periodo».

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Dopo le dimissioni spedite nelle mani del ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Danilo Toninelli, «perché negli ultimi mesi è mancata totalmente l’interlocuzione con il governo sui temi relativi alla realizzazione del corridoio ferroviario del Brennero», l’ex commissario governativo al tunnel del Brennero, Ezio Facchin, esce dal silenzio in cui si era chiuso in attesa di reazioni. Reazioni che sono arrivate, ma di segno opposto a quanto era lecito attendersi.

Facchin ha nuovamente imbracciando carta e penna stilando una nota di critica all’operato del ministro alle gaffe pentastellato: Toninelli «pur impegnato 18 ore al giorno, trova il tempo per augurarmi un personale “in bocca al lupo” via stampa, scambiandomi per un “prenditore” di incarichi: avesse avuto almeno l’accortezza di informarsi sulle attività da me svolte, avrebbe evitato l’ennesima gaffe» attacca l’ex commissario.

«Pensare che tutto ciò possa essere ridotto ad un problema di “dissapori” di un già Commissario con il nuovo Governo, dimostra la visione limitata di chi ha inteso il mio passo indietro come una personale manifestazione polemica – sottolinea Facchin -. Credo che sia venuto il momento di affrontare il tema del trasporto sul corridoio del Brennero con decisione e determinazione, mediante un approccio unitario e condiviso da Verona a Monaco, sulla base di due fondamentali criteri: progettare e realizzare un sistema ferroviario inserito nel territorio, in grado di rispondere alle esigenze del traffico di corridoio, di qualificare le città e di creare le condizioni per una efficiente rete secondaria di trasporto; elaborare un progetto di trasporto delle merci che sia in grado di concorrere effettivamente con il trasporto su gomma, operando sia sull’efficientamento del sistema ferroviario, sia sulla regolazione del traffico autostradale. Queste sono le condizioni essenziali per ottenere i risultati attesi dagli investimenti. Affrontare questo tema da posizioni contrapposte non può che cristallizzare il confronto e danneggiare il futuro che, in fondo, appartiene a tutti gli interlocutori in campo, soprattutto a quelli che devono ancora entrare in gioco»

Nella nota diffusa, Facchin interviene anche in riferimento alle dichiarazione del consigliere provinciale del M5s Nicolini di Bolzano, che dichiara a mezzo agenzia di stampa che «le dimissioni del Commissario Straordinario Facchin non incideranno sulla realizzazione delle opere ferroviarie come la nuova linea tra Fortezza e Ponte Gardena a servizio della popolazione altoatesina». «Non posso che essere soddisfatto – scrive Facchin – che il lavoro preparatorio dei tre anni decorsi venga assicurato da un rappresentante politico così vicino al Governo, rimovendo quindi i dubbi sollevati dal ministro Fraccaro e ripresi dal ministro Toninelli sulla necessità delle opere in progetto. Questa dichiarazione rassicura i sindaci della Val d’Isarco che nel 2019 si farà l’appalto della Fortezza-Ponte Gardena, cosa che come Commissario non ero più in grado di garantire, in mancanza di qualsiasi interlocuzione con il Governo».

«Vorrei – prosegue Facchin – inoltre approfittare della vicinanza del consigliere Nicolini al ministro per chiedere di rendere nota la destinazione degli accantonamenti attuali e futuri della A22, avendo appreso dalle dichiarazioni del ministro in data 31.10.2018 che dette risorse saranno destinate nello sviluppo del trasporto pubblico sostenibile dei territori interessati. Tali accantonamenti sono finalizzati in modo puntuale, integrale e dedicato dalla Legge che li ha istituiti al potenziamento delle tratte ferroviarie del corridoio del Brennero (Tunnel di Base e Tratte di Accesso). Essi sono essenziali, a mio avviso, per la realizzazione delle tratte prioritarie, in particolare l’accesso a Verona e le circonvallazioni ferroviarie di Trento e Bolzano. Pianificare gli impegnativi progetti sul corridoio tra Fortezza e Verona, significa dare delle risposte alle esigenze future della Valle dell’Adige, delle città e dell’intero territorio dolomitico».

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