La violinista italo-armena Sonig Tchakerian apre la III Stagione di Musikamera

In programma pagine di Khachaturiam, Vardapet e Bach.  Di Giovanni Greto 

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Sonig Tchakerian

Venerdì 18 e sabato 19 gennaio (ore 20.00) le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia ospitano la violinista italo-armena Sonig Tchakerian che sarà la protagonista del concerto inaugurale della stagione 2019 di Musikamera.

Il programma della serata si apre con la “Sonata Monologo” di Aram Khachaturiam (1903 – 1978), conosciuto nel mondo per la “Danza delle spade”. E’ la sua penultima composizione e riecheggia le melodie e i ritmi tipici del folclore dell’Est Europa, con un senso mistico che rimanda ai trovatori medievali armeni, gli Ashug.

A seguire, un tributo al padre della musica armena, Padre Komitas Vardapet (1869-1935), compositore, etnomusicologo e uomo religioso armeno, il quale all’inizio del ‘900 soggiornò tra i pastori del Caucaso, raccogliendone gli antichi canti della tradizione orale, che poi trascrisse armonizzandoli per diverse formazioni musicali. Sonig ha scelto di eseguire “Andunì” e “Krunk”.

Dall’opera più famosa di Niccolò Paganini (1782-1840), l’Op. 1, i 24 Capricci per violino solo, Tchakerian eseguirà i numeri 2, 13, 20 e 16. Composti tra il 1805 e il 1817 e pubblicati nel 1820, i Capricci sono stati a lungo considerati ineseguibili per la loro tecnica virtuosistica sbalorditiva e per le inimmaginabili innovazioni strumentali.

Non poteva mancare una delle Partite per violino solo di J. S. Bach (1685-1750), la numero 2 in Re minore, BWV 1004. E’ formata da cinque danze, Allemanda, Corrente, Sarabanda, Giga e Ciaccona. Quest’ultima, conosciutissima, è strutturata in 32 variazioni su un tema solenne in una entusiasmante progressione ritmica. Le sei Partite e Sonate furono composte da Bach nel periodo di Kothen (1717-1723).

Sonig Tchakerian, violinista di origine armena, vive l’infanzia ad Aleppo, dove inizia a suonare il violino con il padre, appassionato musicista. Trasferitasi in Italia, studia con grandi maestri diversissimi tra loro come Giovanni Guglielmo, Salvatore Accardo, Franco Gulli e Nathan Mironovic Milstein. Tiene recital per importanti società di concerti e, come solista, ha suonato con la Royal Philharmonic di Londra, la Bayerischer Rundfunk di Monaco, la Verdi di Milano, le orchestre del San Carlo di Napoli e dell’Arena di Verona, i Solisti Veneti, l’Orchestra di Padova e del Veneto. Ha collaborato con direttori quali Piero Bellugi, Daniele Gatti, Antonio Janigro, Daniel Oren, Claudio Scimone, Emil Tchakarov.

Alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, è responsabile del progetto artistico della musica da camera e crea esperienze intense e coraggiose con musica “classica”, danza, elettronica, jazz, poesia, prosa, testi sacri e prime esecuzioni. Hanno composto per lei Claudio Ambrosini, Carlo Boccadoro, Nicola Campogrande, Michele Dall’Ongaro, Luca Mosca, Filippo Perocco, Giovanni Sollima. Il compositore argentino Luis Bacalov, scomparso il 15 novembre 2017, le aveva dedicato una sua versione per violino e archi delle Stagioni di Piazzolla, “Les cuatro Estaciones Portenas”(2014).

Docente di violino nell’ambito dei corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, da sempre si dedica con passione e affetto all’insegnamento del violino.

Suona un magnifico violino Gennaro Gagliano (Napoli 1760).

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