Immigrazione vertice a Trieste sul confine orientale

Roberti: «Friuli Venezia Giulia punto nodale della rotta balcanica». Molteni: «il confine orientale va meglio protetto con il potenziamento del personale addetto». 

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Assessore sicurezza Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti (a sx) con sottosegretario agli Interni Nicola Molteni

Vertice sull’immigrazione clandestina tra Trieste, Gorizia e Monfalcone per verificare le azioni da intraprendere per il rafforzamento del confine orientale per sconfiggere la “rotta balcanica” cui ha partecipato il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, con l’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti e numerosi amministratori locali con i vertici delle forze dell’ordine.

«Il Friuli Venezia Giulia, territorio di confine e punto nodale della cosiddetta “rotta balcanica”, ha bisogno degli investimenti del Governo sulla sicurezza e sul presidio dei confini – ha dichiarato Roberti -. Quello odierno è dunque un segnale molto positivo per la nostra regione e per le sue comunità, perché rimarca la difesa di valori fondamentali che devono essere garantiti ai cittadini».

Dopo avere incontrato assieme al sottosegretario Molteni il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, Roberti ha rimarcato che «la presenza di Molteni nel capoluogo regionale conferma l’attenzione dell’Esecutivo sul tema delle nuove assunzioni in Polizia, che verranno programmate nel prossimo futuro e per le quali sono già stati stanziati i fondi necessari».

Analizzati i dati dell’attività di contrasto all’immigrazione clandestina effettuata dalle Forze dell’Ordine, congiuntamente al personale dell’Esercito nell’ambito dell’operazione Strade sicure, Roberti ha inoltre confermato che «l’aumento dei controlli sui confini, ottenuto grazie al dialogo tra la Regione e il Ministero, ha permesso di raggiungere risultati immediati, con il rintracciamento nel 2018 di 1.507 migranti illegali, 154 dei quali sono stati subito riammessi in Slovenia. A questi numeri si aggiungono a gennaio di quest’anno 75 fermi, che hanno prodotto 6 riammissioni in Slovenia e 4 arresti di passeur. Dobbiamo quindi essere grati agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine per l’impegno che profondono nello svolgimento del proprio dovere: una dedizione che ha portato a triplicare in pochi mesi il numero di irregolari rintracciati – ha concluso Roberti – e a raddoppiare quello dei favoreggiatori arrestati».

La collaborazione avviata tra Governo nazionale e Regione Friuli Venezia Giulia in relazione alle attività di contrasto all’immigrazione clandestina ha prodotto già buoni risultati; alla luce di una prevista ripresa di flussi dalla “rotta balcanica”, le misure saranno tuttavia rafforzate per controllare e bloccare gli ingressi irregolari sui confini italo-sloveni dell’estremo NordEst. Il sottosegretario Molteni assieme a Roberti, al commissario di Governo, Valerio Valenti, e al questore, Giuseppe Petronzi, hanno svolto un sopralluogo ai valichi sensibili nell’area triestina. A essere monitorati sono stati in particolare Dolina e Draga Sant’Elia, individuati come punti primari di accesso pedonale, e il confine principale di Pese da dove, è stato detto, proviene la maggior parte del traffico veicolare di esseri umani, trasportati dai passeur all’interno di furgoni e scaricati sul Carso o, in alcuni casi, perfino nel centro città.

«La visita a Trieste – ha commentato Molteni – è stata molto importante per verificare direttamente i luoghi di passaggio dell’immigrazione proveniente da Slovenia, Croazia e Bosnia: aree che vanno protette e difese adeguatamente attraverso il potenziamento del personale effettivo e la forte sinergia con la Regione guidata dal governatore Fedriga. Al momento ci siamo trovati di fronte a un’Europa poco propensa alla solidarietà sul tema migranti. Siamo così stati costretti a predisporre un decreto per ridisciplinare, in particolare, il diritto d’asilo che era fuori controllo, ma ora guardiamo con estrema fiducia al futuro riassetto dell’Unione europea al fine di riallineare progettualità e operatività».

«Dall’attuale Governo, e in particolare dal ministro Salvini, abbiamo ottenuto – evidenzia Roberti – risposte immediate e concrete dal primo giorno, grazie alle quali abbiamo potuto ridurre sensibilmente gli ingressi e la presenza di clandestini che, allo stato attuale, sono poco più di 4.000 rispetto ai 5.000 di un anno fa. Da Molteni – ha aggiunto Roberti – abbiamo ricevuto la conferma che l’attenzione a questi confini è massima: se le azioni nel Mediterraneo sono ben evidenti, su questo fronte vanno invece ancora concentrati notevoli sforzi».

Infine, Roberti, Molteni, il prefetto e il questore di Gorizia, Massimo Marchesiello e Paolo Gropuzzo, e i vertici delle Forze dell’Ordine hanno svolto un vertice a Monfalcone con il sindaco Anna Maria Cisint.

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