Sanità del Veneto, ancora regione di riferimento in Italia con Emilia Romagna e Piemonte

Il Fondo nazionale sanitario assegna 95,5 milioni di euro in più del 2018 per premialità. Zaia «anche quest’anno riconosciute le buone pratiche della sanità veneta». Lanzarin: «saldo attivo anche nella mobilità extraregionale». 

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investimenti sanità del veneto

Nuovo, tangibile riconoscimento per la sanità del Veneto, con l’attestazione da parte della Conferenza dei presidenti delle regioni italiane a punto di riferimento nazionale, con l’aggiunta di un premio del Fondo sanitario nazionale di 95,5 milioni di euro in più rispetto al 2018.

«Anche quest’anno, il Veneto è regione di riferimento per la sanità nazionale, insieme a Piemonte ed Emilia Romagna. Una conferma resa possibile grazie alla costante ricerca del meglio – ha dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia -. In sanità se si sta fermi in realtà si arretra; il riconoscimento di oggi è segno che abbiamo saputo andare avanti. Ringrazio i colleghi presidenti di Regione per la valutazione espressa. Le buone pratiche del Veneto sono e saranno a disposizione di tutto il sistema sanitario nazionale, così come siamo pronti a confrontarci con quelle degli altri per trovare sempre nuovi margini di miglioramento».

«In questo traguardo si riconosce un modello sanitario in cui tutti lavorano caparbiamente non solo per assicurare ai cittadini le cure ma perché le cure siano sempre migliori e innovative – sottolinea Zaia -. E’ premiata, inoltre, la capacità, pur tra tante difficoltà, di rispettare gli standard previsti a livello nazionale, contrastando gli sprechi e senza perdere di vista il necessario aggiornamento tecnologico ed i nuovi orizzonti clinici e organizzativi».

Per il 2019, con il riparto del Fondo Sanitario Nazionale, la sanità veneta potrà contare su un finanziamento complessivo di 9.014.641.000 euro, con un aumento di 95.551.000 euro rispetto al 2018, quando la disponibilità fu di 8.919.000.090 euro. A questi si aggiungono 144.799.000 euro derivati dal saldo attivo della mobilità interregionale.

«E’ un risultato estremamente positivo – ha commentato l’assessore alla sanità e sociale, Manuela Lanzarin – con un aumento consistente rispetto all’anno scorso, che riconosce con alcune premialità significative il buon lavoro fatto e la capacità di coniugare spesa e qualità dell’assistenza. Mi riferisco, in particolare, ai fondi in più ricevuti per essere tra le Regioni eleggibili a riferimento (designazione poi ufficializzata nella terna con Piemonte ed Emilia Romagna) e a quelli legati al rispetto totale degli adempimenti previsti per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza che, assieme, valgono più di 5 milioni di euro».

Per Lanzarin «importante indicatore di qualità è anche il cospicuo saldo attivo che ci è stato riconosciuto sulla mobilità extraregionale. Quasi 145 milioni sono la conferma della notevole attrattività della sanità veneta, che si ottiene solo se si riesce a garantire qualità elevata delle cure, non solo ai cittadini veneti, ma a tutti gli italiani che vogliano curarsi da noi».

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