Asse unitario tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sulla gestione di Finest e del demanio idrico

Vertice a Venezia per decidere il comune cammino delle due regioni confinanti. 

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Barbara Zilli con Gianluca Forcolin a palazzo Balbi a Venezia

Vertice a Venezia tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per definire assieme un percorso per la revisione dell’attività della finanziariaregionale Finest, dando a quest’ultima un ruolo maggiormente al passo con i tempi, oltre per confrontare le modalità operative delle due amministrazioni in tema di demanio idrico, facendo fronte comune per chiedere al Governo uniformità anche sulle acque interne.

Sono stati questi i due temi principali al centro dell’incontro svoltosi a Palazzo Balbi a Venezia tra l’assessore regionale al bilancio e patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, il vicepresidente della Regione Veneto, Gianluca Forcolin, e l’assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti. L’intento è stato quello di mettere a confronto temi di interesse comune al fine di dare un’accelerata ad alcune iniziative al momento in fase di stasi.

Su Finest, Forcolin si è reso disponibile a rivedere gli obiettivi della partecipata, «alla luce del fatto che anche gli amici del Friuli Venezia Giulia hanno espresso la medesima necessità».

«Su questo tema – ha detto Zilli – abbiamo concordato di avviare un tavolo di confronto che ci possa consentire di modificare, attraverso legge nazionale, l’azione di Finest la cui operatività è legata alla legge istitutiva del 1991. Da parte di entrambi, c’è intenzione di ampliare il suo ambito operativo a nuovi mercati quali quello statunitense ed asiatico, garantendone così maggiore competitività. A ciò si aggiunge la volontà condivisa anche dal Veneto riguardante l’opportunità di aumentare la presenza di Finest nel business delle aziende, alzando il tetto della partecipazione dal 25% al 49%. Infine, di comune accordo con il vicepresidente Forcolin, abbiamo concordato di dare avvio ad un possibile allargamento dei soci istituzionali di Finest».

«Vi è assoluta condivisione – ha sottolineato Forcolin – sul fatto che la legge istitutiva di Finest, risalente al 1991, abbia bisogno di una profonda revisione, anche rispetto al mutato scenario economico italiano ed internazionale, e per questo siano necessari interventi di sostegno diversi, anche recependo le istanze e le richieste delle nostre imprese venete».

Il vertice è servito anche per conoscere alcune modalità operative del Veneto in tema di demanio idrico, alla luce delle novità introdotte sul tema dalla legge finanziaria.

Oltre a Forcolin, alla riunione su questo argomento ha partecipato anche l’assessore veneto competente in materia Elisa De Berti. L’attenzione si è focalizzata sulla proroga delle concessioni per i prossimi quindici anni «condividendo – ha spiegato Zilli – il fatto che questo provvedimento debba coinvolgere anche un altro comparto, ovvero quello delle acque interne. Così facendo si darebbe omogeneità a due settori entrambe importanti per le ricadute positive che potrebbero portare tanto nel settore turistico quanto in quello economico delle nostre regioni. Questa comunità di intenti è positiva perché consentirà in futuro alle due Regioni di presentarsi con una progettualità di sistema che auspichiamo venga valorizzata dal Governo».

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