Autonomia del Veneto: confermata la richiesta di 23 materie

Riunone a Venezia della Consulta del Veneto per l’autonomia. Zaia: «continuo a rimanere ottimista per la positiva chiusura della trattativa». 

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Riunita a Venezia la Consulta per l’autonomia del Veneto, al termina della seduta il governatore della Regione, Luca Zaia ha incontrato la stampa per fare il bilancio. «In questi mesi si sono tenuti una trentina di incontri, quello che chiediamo è l’autonomiasulle 23 materie» ha detto Zaia a Palazzo Grandi Stazioni.

Zaia ha quindi proseguito spiegando la sua visione rispetto all’istruzione: «siamo gli unici ad avere 90.000 bimbi senza scuola pubblica in Regione, per questo chiediamo una norma ad hoc per le scuole paritarie». Quindi Zaia ha speso alcune parole per le capacità venete: «perché una “via” non può essere regionale? Qui non siamo in grado di fare le cose e a Roma sì? Allora serviamo solo a pagare le tasse. I capponi non si sono mai organizzati le feste di Natale».

«L’autonomia per il presidente Giorgio Napolitano è vera assunzione di responsabilità. Per me invece “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, come si dice da noi. La chiave è l’accorciamento della catena decisionale». Il governatore ha proseguito ribadendo il concetto per cui questa non è la partita della secessione: «non posso tollerare, da Veneto, che si dica che questa è la secessione dei ricchi, che affamiamo il Sud, che è una secessione mascherata. E’ in linea con la costituzione. Il popolo del Sud ha capito che lo spreco lì non danneggia per primi i Veneti o i Lombardi, ma loro. La disoccupazione lì è altissima, non gira l’economia e questo non per colpa del Veneto. Serve un atto di coraggio e di investimento verso questa comunità. Bisogna crederci, se no si crede che i Veneti siano lazzaroni».

Da ultimo, Zaia si è detto «non preoccupato. Io vedo la situazione in maniera positiva, perché la squadra veneta è compatta e, se ci fossero sbavature, il progetto non esisterebbe più. Le 23 materie non sono un’invenzione nostra. Il vero ostacolo è che i contenuti delle 23 materie non sono riportati nella Costituzione, ma ci siamo e da qui non si torna indietro. Se poi ci sarà un dibattito parlamentare, l’autonomia avrà ancora più elevazione, ci sarà chi parlerà contro e a favore, ma con ancora più pubblicità. Semmai il problema non è il Parlamento, ma i tempi».

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