Fondazione NordEst e FriulAdria siglano un accordo di collaborazione

La banca diventa partner onorario di Fondazione NordEst e sosterrà l’attività di ricerca sulle conseguenze dei cambiamenti climatici in agricoltura e sulle innovazioni attuate dalle aziende del Triveneto per accrescere la sostenibilità economica e ambientale.

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Fondazione NordEst
Carlo Carraro, direttore scientifico Fondazione NordEst

Fondazione NordEst e Crédit Agricole FriulAdria hanno siglato un accordo di collaborazione che consentirà alla banca di entrare formalmente nel novero dei partner onorari della Fondazione, prevede diversi ambiti di cooperazione tra le parti.

Più in particolare, la collaborazione si svilupperà nell’ambito dell’attività che la Fondazione realizza sui temi della sostenibilità e del cambiamento climatico per comprendere come già oggi e in prospettiva tali tendenze influenzeranno i sistemi economici e sociali, anche nel NordEst. Si affronterà la questione del clima e del suo impatto sui principali settori produttivi, a partire dal settore agricolo, più di altri soggetto agli effetti dei cambiamenti climatici in corso, ma ancor più luogo in cui immaginare e sperimentare soluzioni e innovazioni in grado di ridurre le conseguenze del cambiamento climatico ed allo stesso tempo ottenere incrementi di produttività e reddito.

La sostenibilità e l’innovazione, in ambito agroalimentare e non solo, sono due linee guida del gruppo Crédit Agricole, operativo in Friuli Venezia Giulia e Veneto attraverso FriulAdria. Per questo la banca ha scelto di affiancare l’osservatorio di FondazioneNordEst su questo tema e di mettere i risultati della ricerca a disposizione delle aziende attraverso incontri che verranno organizzati sul territorio. Obiettivo di Crédit Agricole FriulAdria è promuovere lo sviluppo economico sostenibile in un’area del Paese dove già esiste una notevole sensibilità da parte del tessuto produttivo.

«Il cambiamento climatico è una delle grandi sfide che il mondo imprenditoriale deve saper cogliere – afferma Carlo Carraro, direttore scientifico della Fondazione NordEst -. Le sue conseguenze sono già evidenti, soprattutto nel settore agricolo. Serve quindi la capacità di innovare non solo per migliorare la qualità dei prodotti, ma anche per adattare le nostre produzioni al clima che cambia, rendendole più resilienti o avviandone di nuove. L’innovazione porta benefici non solo ai settori più colpiti dal cambiamento climatico, ma al sistema tutto, garantendo nuova occupazione, rendendo gli investimenti bancari e le coperture assicurative meno rischiose, stimolando un modello di sviluppo che può dare nuova competitività al mondo imprenditoriale».

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