Assoimprenditori: in Alto Adige lo stipendio è del 40% più alto della media

Retribuzione nella manifattura industriale altoatesina è a 56.394 euro. I contratti a tempo indeterminato riguardano l’87,1% dei dipendenti. 

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Sul tema delle retribuzioni e del reddito minimo orario e nuove richieste di un aumento generalizzato delle retribuzioni interviene Assoimprenditori Alto Adige (Confindustria) con una lunga e dettagliata presa di posizione da parte del presidente di categoria, Federico Giudiceandrea, secondo cui «nella manifattura industriale altoatesina conoscono bene il valore dei loro collaboratori e sanno premiare il merito. Siamo aperti ad un confronto costruttivo sulle retribuzioni, a patto che abbia come protagonisti le parti sociali e che si basi su dati oggettivi».

Secondo Assoimprenditori, i collaboratori sono il più importante valore delle imprese. Le retribuzioni versate dalle aziende altoatesine sono le più alte d’Italia. A livello provinciale, con un costo del personale per occupato pari a 56.394 euro, le imprese associate ad Assoimprenditori Alto Adige garantiscono stipendi più alti del 40% rispetto alla media. Le retribuzioni dipendono dalla produttività. Per questo, le imprese industriali e in particolare quelle che innovano e esportano pagano generalmente stipendi più elevati. Rafforzare la competitività delle imprese manifatturiere e sostenere innovazione e internazionalizzazione porta ad un aumento delle retribuzioni e dei posti di lavoro di alta qualità.

Il salario minimo di fatto esiste già – scrive Assoimprenditori – ed è fissato dai contratti collettivi nazionali. Secondo i dati dell’INPS, nell’industria è superiore ai 9 euro lordi all’ora per il 90% degli occupati. In Alto Adige questa quota è ancora più elevata. 
Accanto alla retribuzione in senso stretto, i contratti collettivi garantiscono ai dipendenti garanzie e prestazioni aggiuntive legate ad esempio al welfare o alla formazione. La definizione per legge di un salario minimo farebbe probabilmente venire meno questi benefit. 
Le imprese industriali nella grandissima maggioranza dei casi garantiscono ai propri collaboratori qualificati condizioni economiche più alte di quanto fissato dai minimi contrattuali.

«La sicurezza del posto di lavoro è un valore aggiuntivo per molti dei nostri collaboratori. Nell’industria altoatesina, l’87,1% dei contratti è a tempo indeterminato: si tratta del valore più elevato tra tutti i settori economici. Nel settore pubblico la percentuale dei contratti a tempo indeterminato è pari “solo” al 78,1%, la media provinciale è pari al 70,6%» snocciolano gli industriali di Assoimprenditori che intervengono anche sul tema della contrattazione sindacale: «la contrattazione è competenza esclusiva delle parti sociali. Ciò non toglie che la politica ha ampio margine di manovra per intervenire su stipendi e salari in particolare riducendo il cuneo fiscale. Attualmente, per ogni 100 euro di stipendio netto che finiscono nelle tasche dei dipendenti, altri 120 euro vengono versati sotto forma di imposte e oneri sociali. Un’amministrazione pubblica più efficiente permetterebbe di ridurre imposte, tasse e altri oneri accessori garantendo ai nostri collaboratori stipendi netti più alti».

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