A marzo nuovo deciso calo del mercato dell’auto causa incentivi non pervenuti

Pesa l’incertezza su cosa acquistare, oltre che alle crescenti difficoltà di famiglie ed imprese che rimandano gli acquisti.

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A marzo il mercato dell’auto Italia fa registrare un nuovo, consistente, calo delle immatricolazioni di autovetture del 9,6% che «assume un peso particolare anche perché generalmente marzo è il mese dell’anno in cui si registra il massimo delle immatricolazioni» sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

Diversi sono i fattori che hanno influito sul risultato del mese scorso: dal peggioramento progressivo del quadro economico di un Paese in recessione, alla penalizzazione degli acquisti da parte delle aziende private del superammortamento, oltre alla perdurante ed ingiustificata demonizzazione del Diesel, attualmente il modo di propulsione più ecologico in assoluto. Per non dire della mancata attivazione degli incentivi sull’auto ecologica, ancora nel cassetto di qualche funzionario ministeriale ad oltre 30 giorni dalla loro attivazione ufficiale. Rallenta pure il ricorso alle autokm 0” da parte di case e concessionarie per sostenere le vendite.

Su base trimestrale, il calo complessivo del mercato dell’auto è stato dello 6,5% e le prospettive sull’intero 2019 non sono affatto positive con una previsione di 1,8 milioni di nuove immatricolazioni.

Gli operatori economici puntano il dito sulla mancata emanazione delle norme a sostegno dell’auto ecologica: «la mancanzadel decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma, necessari alla richiesta dell’ecobonus – afferma Michele Crisci, presidente dell’UNRAE (Associazione delle Case automobilistiche estere) – stanno disorientando i consumatori e penalizzando l’operatività delle aziende. Inoltre in prospettiva lo scenario del mercato non può che peggiorare, considerato che gli effetti sulle vendite dell’Ecotassa non sono ancora oggettivamente rilevabili: tra le fasce penalizzate dal malus, infatti, quella da 161 a 175 g/km di CO2 ad esempio nel mese di marzo ha visto un incremento delle immatricolazioni, trattandosi, però, di auto ordinate prima del 1 marzo e, quindi, esenti dal pagamento della tassa».

Crisci sottolinea come «per incidere efficacemente sulla qualità dell’aria nelle nostre città è sempre più urgente intervenire sul rinnovo accelerato del parco circolante che – secondo le ultime elaborazioni e stime del nostro Centro Studi – si conferma sempre molto anziano. Su un totale di 37.760.000 autovetture circolanti al 31 dicembre 2018, va sottolineato che la quota di quelle rispondenti alle direttive ante Euro 4, quindi con più di 13 anni di età, è pari al 32,9% (12.410.000 vetture)».

Per Paolo Scudieri, presidente di ANFIA (la filiera automotive italiana) «incide su questo risultato anche il perdurante calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, stanti anche le previsioni negative sull’andamento dell’economia italiana – l’OCSE ha rivisto al ribasso (-0,2%) le previsioni di crescita economica per il 2019. Le vendite di autoalto di gamma”, dopo una crescita del 19% a febbraio, mese antecedente l’entrata in vigore del bonus/malus, registrano a marzo un calo del 27%. Gli unici segmenti in rialzo nel mese sono i SUV compatti (+16%) ed i monovolumi piccoli (+7%). Tutti gli altri segmenti hanno visto calare il proprio mercato con variazioni negative a due cifre, ad eccezione delle contrazioni più contenute dei SUV piccoli (-0,9%) e del segmento A (-7%)».

La struttura del mercato dell’auto evidenzia sotto il profilo dei canali di vendita una leggera flessione a marzo per gli acquisti dei privati(-1,6%) che salgono al 54,4% del totale mercato e resistono in crescita del 4,4% nel cumulato del I trimestre. Flessione a doppia cifra in marzo per la domanda business: il noleggio perde il 13% delle vetture immatricolate, fermandosi al 29,4% di quota (-1,1 p.p.), per una contrazione del 19,2% del breve termine e del 7,2% del lungo termine. Nel complesso il noleggio cala del 15,5% nel cumulato, dove rappresenta 1/4 del mercato. Forte flessione per le immatricolazioni a società (-25,3%) che in marzo scendono al 16,2% di quota (-3,3 p.p.), con una rappresentatività allineata a quella del cumulato.

Continua a flettere in modo vertiginoso il diesel che in marzo evidenzia la performance peggiore fra le motorizzazioni, perdendo oltre 1/4 dei volumi, con una quota che si ferma al 45,2% del totale (-9,3 p.p.). A chiusura del I trimestre le registrazioni di auto diesel flettono del 26,1%, scendendo al 43,9% di quota. Ad appena 4 punti di distanza dal gasolio in termini di quota di mercato si posizionano le immatricolazioni di autovetture a benzina che in marzo raggiungono il 41,2% del totale, in crescita in volume del 10%, grazie soprattutto alla domanda dei privati. Nel cumulato gennaio-marzo la quota della benzina è del 42,9% (+10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2018).

Il Gpl segna un leggero incremento in marzo (+2,7%), con una rappresentatività nel mese e nel cumulo del 6,6% del totale. Le vetture ibride evidenziano una crescita del 35,1% nel mese, arrivando al 5,3% di quota di mercato (confermata anche nel cumulato), le vetture elettriche incrementano i volumi del 42,1% allo 0,3% di rappresentatività, mentre flette in modo consistente il metano sia nel mese sia nel trimestre, fermandosi in marzo a rappresentare l’1,4% del mercato.

Anche le aree geografiche italiane riducono i volumi immatricolati e in termini di quota sul totale il NordOvest rimane stabile al 30% di rappresentatività, il NordEst scende di 2,2 punti, al 36,2%, l’Italia centrale acquista 1,4 punti, giungendo al 19,2% di quota e qualche decimo recuperano il Sud e le Isole.

Continua a salire la CO2 media ponderata che a marzo raggiunge i 119,2 g/km, +5,5% rispetto ai 112,9 del marzo 2018. Nel I trimestre l’incremento è del 6,9% determinato dai 120,7 g/km dell’anno in corso che si confrontano con i 112,9 del gennaio-marzo 2018. E nel prossimo futuro non potrà che salire, se perdurerà l’assurda, ingiustificata penalizzazione del Diesel che al momento è la motorizzazione più ecologica in assoluto, se si considera l’intero ciclo produttivo dell’energia utilizzata per la mobilità.

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