Primo giorno di Sgarbi al Mart

Prima presa di contatto del neo presidente con il consiglio d’amministrazione e i vertici della provincia di Trento. 

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sgarbi al mart

È durato un paio di ore la presentazione ufficiale del neo presidente Vittorio Sgarbi al Mart e alla cittadinanza di Rovereto e alla stampa. Due ore frizzanti e funamboliche, durante cui il critico d’arte ha duettato tra provazioni e ricordi con il direttore Gianfranco Maraniello, il presidente della provincia Maurizio Fugatti e l’ex senatore Franco Panizza.

In attesa della definizione delle deleghe e dell’entrata in vigore del suo incarico, Sgarbi al Mart è stato accolto dai rappresentanti delle istituzioni (tra cui anche il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga), delle categorie economiche e dai dipendenti del museo. Insieme a lui sono stati presentati gli altri due membri del nuovo consiglio d’amministrazione del Mart, l’artista Silvio Cattani e l’imprenditrice Dalia Macii.

I rappresentanti delle istituzioni e Gianfranco Maraniello hanno ringraziato il consiglio d’amministrazione uscente per il lavoro svolto in questi anni. Il nuovo consiglio trova un museo solido e in ottima salute, come ha sottolineato Sgarbi: «prendo questo incarico con molto spirito di responsabilità, consapevole delle peculiarità del Mart e del Trentino. La maggiore autonomia e l’amministrazione fresca ed efficiente di questo territorio, la posizione geografica invidiabile hanno permesso al Mart di essere oggi il museo italiano con l’identità più distinta e la collezione più ricca. Il Mart è nato forte: ha sempre fatto e fa mostre grandi e importanti».

Sgarbi intende interpretare il proprio ruolo che svolgerà a titolo gratuito come un agente promozionale a tutto tondo, sia in Italiache all’estero, un ambasciatore di un museo che, seppur molto radicato sul territorio, è un’eccellenza nazionale e come tale va promossa: «ogni cosa che faremo dovrà ridondare in una dimensione nazionale e internazionale. Investire sulla comunicazioneè quindi la prima priorità».

Sgarbi ha poi fatto una lunghissima dissertazione parlando di arte e di artisti a tutto tondo, sfoggiando una profondità di analisi di notevole spessore, oltre su come i musei pubblici vadano messi a sistema: «il valore dello Stato non è nel fatto che possieda dei beni, ma che ne abbia coscienza e che permetta ai cittadini di goderne». E a questo scopo, la proposta di Sgarbi al Trentino è di rendere gratuito l’ingresso alle collezioni permanenti che sono un patrimonio pubblico: «il museo deve essere la casa dei cittadini, una casa aperta sempre, come avviene a Londra e in molti altri luoghi del mondo». Il biglietto, ha spiegato, può essere legato alle mostre temporanee che hanno costi di gestione, trasporto, organizzazione e promozione. Gli Italiani, si augura Sgarbi, «dovrebbero frequentare i musei come frequentano i ristoranti, con continuità». Sui ristoratori e sugli albergatori Sgarbi punta molto: «saranno i primi ambasciatori del territorio e del museo di cui potranno acquistare biglietti per i propri ospiti o favorire, con modalità da definire, una bigliettazione che coinvolga chiunque passi in città e che gli faccia capire che non può mancare la visita al Mart».

Sgarbi ha quindi lanciato le prime suggestioni che verranno discusse con il direttore e i curatori del Museo. Citando Giulio Carlo Argan che indicava Antonio Canova come l’inventore del design, Sgarbi ha ventilato l’idea di una mostra su “Antonio Canova e il moderno”, potendo garantire la collaborazione con la Fondazione Canova di Possagno di cui è presidente.

Doverosa sarebbe una grande mostra di respiro europeo sull’arte degenerata su cui si fonda la cultura artistica del secondo Novecento. «Gli artisti invisi dal nazismo come Picasso, Kandinskij, Braque, Chagall sono stati nobilitati al punto di diventare la “conditio sine qua non” per l’arte contemporanea come oggi la intendiamo. L’arte contemporanea nasce quando Hitler tenta di ucciderla». Non senza trlasciare una grande mostra sulla storia della fotografia o monografiche su artisti italiani e stranieri. Per gli artisti trentini come Vallorz, Moggioli Bonazza, Sgarbi suggerisce una sede dedicata, come fu la prima casa del Mart a Palazzo delle Albere a Trento. Centrale continuerà a risultare, secondo Sgarbi, la Casa d’Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart, per valorizzare un particolare ambito dell’arte moderna, il Futurismo.

Al termine dell’incontro, Sgarbi ha voluto visitare gli spazi adiacenti il Mart per informarsi sul progetto urbanistico recentemente condiviso con università, comune e provincia. L’idea di una nuova viabilità pedonale e di rinnovate ipotesi di fruizione cittadina ha convinto Sgarbi che si è dichiarato entusiasta che l’accesso al Museo possa avvenire tramite i giardini Bossi Fedrigotti.

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