Conclusa a Rovereto la X edizione di Educa

Altissima e intensa partecipazione a tutti gli appuntamenti per grandi e piccini. 

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Calato il sipario sulla decima edizione di Educa, il festival dell’educazione che si è svolto a Rovereto in Trentino che quest’anno è stato dedicato ai rapporti tra scuola e famiglia.

Nei giorni di Educa, quasi 70 relatori hanno rappresentato ricerche e illustrato esperienze sulle relazioni tra genitori e insegnanti, oggi messa in crisi da cambiamenti sociali, economici culturali, avvenuti in pochi anni.

«Il nostro intento – sottolinea Paola Venuti, coordinatrice scientifica del festival a nome del Comitato promotore – non era quello di proporre una soluzione universale che non esiste, ma di provare a capire dove sono i nodi critici e quali sono le strategie che si possono mettere in campo. E lo abbiamo fatto invitando relatori con competenze molto differenti: pedagogisti, psicoterapeuti, filosofi, esperti di comunicazione digitale, avvocati, scrittori, sportivi».

Secondo Venuti «nel corso di Educa sono emerse indicazioni diverse che vanno dall’aggiornamento delle competenze indispensabili per insegnare con il necessario adeguamento dei piani formativi delle università agli strumenti tecnologici che possono facilitare il dialogo con le famiglie, o ancora alla riorganizzazione delle classi».

Anche se è difficile fare una sintesi, secondo Venuti «credo però che trasversale a tutti gli interventi sia stata un’indicazione culturale e cioè che educare da soli è impossibile, occorre farlo insieme prendendosi cura dello sguardo altrui, attraverso una relazione autentica. Su questo molto ci possono insegnare proprio le esperienze di frontiera e quelle che riguardano i bambini e i ragazzi più fragili cui abbiamo dato grande spazio ottenendo un’altissima attenzione e partecipazione».

«Il nostro impegno ora – aggiunge Francesca Gennai, vicepresidente del Consorzio Consolida, organizzatrice materiale diEduca – è di restituire a chi ha partecipato e a chi non ha potuto esserci, la ricchezza delle riflessioni emerse. Lo faremo con un libro che uscirà in autunno in libreria nel quale ripercorreremo i temi affrontati in queste dieci edizioni, rivisitandoli insieme ai principali esperti che ci hanno accompagnato».

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I laboratori in Corso Bettini a Rovereto

Educa ha offerto più di 90 appuntamenti fra cui 18 incontri (lectio magistralis, focus e dialoghi) con esperti nazionali, oltre a grande spazio all’esperienza con 42 laboratori e 20 attività animative. Le 16 proposte della mattinata di apertura del festival dedicata alle scuole hanno registrato oltre 700 studenti di tutte le età (dai bambini delle scuole materne a quelli degli istituti superiori). I giovani hanno inoltre partecipato anche agli altri momenti sia come pubblico sia con un ruolo attivo nell’organizzazione come le classi di studenti degli istituti Don Milani e Fontana.

In generale gli spettacoli in teatro (concerto “Aspettando Educa” e l’anteprima del film “Quello che i social non dicono”) hanno registrato il tutto esaurito, come molti degli appuntamenti con gli esperti (gli incontri con Michela Murgia, Giacomo Mazzariol, Umberto Galimberti, ma anche quelli sull’autismo e la genitorialità, ad esempio).

Il festival è diventato negli anni un progetto collettivo: ai 3 enti promotori (Provincia autonoma di Trento, Università degli studi di Trento e Comune di Rovereto), al consorzio Consolida che lo organizza, ai partner scientifici (Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Franco Demarchi), agli enti sostenitori (Cooperazione trentina e Casse Rurali Trentine) si sono aggiunte nel tempo centinaia di organizzazioni. In particolare a questa decima edizione hanno contribuito più di 60 enti tra istituzioni, associazioni, imprese, cooperative, centri culturali come i musei.

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