A come Architettura

Nella Ville Lumière, intorno a Notre-Dame. Nella città dei Gonzaga, fra gli appuntamenti de MantovArchitettura con tappa a Borgo Valsugana, Trento e Piacenza.  di Silla Araldi

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Quattro giorni dopo l’incendio, ai microfoni della francese BFM TV, chiamata ad anticipare come la cattedrale Notre-Dame sarà protetta dalla pioggia, l’architetto Charlotte Hubert, presidente de compagnie-acmh.fr afferma: «Philippe Villeneuve creerà un grande ombrello, che, nel nostro gergo, è una grande struttura… Avrà un tetto a punta, più alto di quello che aveva». Per permettere anche i lavori edili, come alla cupola del Pantheon, arricchita dal collage di fotografie dell’artista JR, all’url paris-pantheon.fr/en/,Villeneuve è membro della stessa Compagnia degli Architetti Capo dei Monumenti Storici (acmh), dal 2013, architetto capo de notredamedeparis.fr

È il 4 maggio, giornata di pioggia battente e forte vento, quando lo smartphone immortala il telone impermeabile bianco, provvisorio, già steso da una squadra di alpinisti, in attesa di poter smontare l’impalcatura dei lavori di restauro avvolta dalle fiamme e dal fumo del 15 aprile, quindi riuscire ad installare il “grande ombrello”.

La “forêt”/la foresta, come è detto il tetto della cattedrale, formato da un telaio di sostegno in legno di 1.300 querce, pari a 21 ettari, coperto con lastre di piombo di 5 millimetri di spessore, per un totale di 210 tonnellate, di epoche diverse, non c’è più. Rimangono un’indagine aperta per “disastro colposo”; la mappa in 3D (scansione laser, 2015) di Andrew Tallon del Vassar College (scorrendo stories.vassar.edu/all/ e pages.vassar.edu/antallon/); l’allarme, inascoltato, contenuto nello studio “Cathédrale durable” (2016) e le parole all’url http://lmv.math.cnrs.fr/actualites-du-laboratoire/ di Paolo Vannucci, docente all’Università di Versailles Saint-Quentin-de-Yvelines.

Della “flèche”/la freccia, come denominata la guglia centrale della cattedrale, progettata dall’architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, e realizzata con 500 tonnellate di legno e 250 di piombo, nel 1859, non resta che il reliquario, dal 1935, a forma di gallo, banderuola di rame. Per la futura guglia «adatta alle tecniche e alle sfide del nostro tempo» sarà indetto un concorso di progettazione internazionale. L’ha annunciato il primo ministro francese Édouard Philippe, il 17 aprile, al termine del Consiglio dei Ministri.

Rispondono, a gran velocità, architetti e designers. Fra gli altri, gli Studi Fuksas; NAB; AJ6; Vizum Atelier; Norman Foster; Mathieu Lehanneur; Alexander Nerovnya; Anthony Séjourné; Kiss The Architect. Le loro idee progettuali prevedono l’utilizzo di cristallo Baccarat, vetro trasparente o colorato, foglie d’oro, acciaio, fasci di luci verso il cielo, plastica ricompattata, vegetazione.

Notre-Dame è ubicata sull’Île de la Cité, un’isola fluviale parigina, entro le rive della Senna, dichiarate patrimonio Unesco (1991) per i monumenti che documentano l’evoluzione e la storia della città, lungo il fiume affacciati. Riconosciuta “capolavoro di architettura”, è di proprietà dello Stato francese (per questo non assicurata con polizza), assegnata alla Chiesa cattolica, nel rispetto della legge (sulla laicità) concernente la “Separazione tra Chiese e Stato”, del 9 dicembre 1905.

Appena domate le fiamme, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron parla alla nazione e promette la ricostruzione in cinque anni. Saranno necessari due/tre lustri, invece, secondo l’esperienza del Gruppo di Imprese di Restauro di Monumenti Storici (GMH) all’url groupement-mh.org Il ministro della Cultura Franch Riester ribadisce che, comunque, è indispensabile eseguire un restauro di qualità.

Non sembra un problema riuscire a raccogliere i finanziamenti necessari per sostenere la stessa ricostruzione. Forse, tanto perché è uno dei monumenti più visitati al mondo, con una media di 13 milioni di turisti ogni anno, quanto perché è in vigore la legge 2003-709 (Aillagon), del 1 agosto 2003, sul mecenatismo culturale, “deducibile”. Mentre il 27 maggio 2019, all’esame del Senato francese c’è il disegno di legge, sul restauro di Notre-Dame, che prevede sia deroghe alle norme sugli appalti pubblici e sulla salvaguardia del patrimonio, sia l’introduzione di un sistema fiscale che garantirà, ai contribuenti francesi/persone fisiche, una riduzione delle tasse del 75%, entro i mille euro, ed il 66% per donazioni maggiori.

Fra i primi a devolvere milioni di euro magnati, imprese quotate in Borsa, alias “le CAC40” (indice azionario francese). Indignano i sindacati dei lavoratori (in particolare Cgt) ed il movimento dei gilets gialli. Sono François-Henri Pinault (Gruppo Kering, che ha già annunciato la rinuncia agli sgravi fiscali) con Artémis; la famiglia Arnault col Gruppo LVMH; Total; la famiglia Bettencourt-Meyerscon L’Oréal e fondationbs.org; il Gruppo Capgemini; la Fondazione Crédit Agricole; AXA; Société Générale; i fratelli Martin e Olivier Bouygues (mentre il Gruppo Bouygues garantisce mecenatismo di competenze); Marc Ladreit de Lacharrière (Fimalac); la BCE e la Banque de France; Walt Disney Company (che porta al film d’animazione, presto musical, “Il gobbo di Notre-Dame”).

Anche Riccardo Cocciante, che ha musicato “Notre-Dame de Paris”, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, (con nuovo tour mondiale, all’Arena di Verona, nel calendario ndpitalia.it), all’Ansa, dichiara: «con la produzione stiamo decidendo come dare il nostro contributo alla Fondazione della Cattedrale». Senza scordare che i restauri dello stesso monumento, nell’800, progettati dagli architetti Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste-Antoine Lassus, sono stati favoriti proprio dai dibattiti pubblici accesi con il successo del romanzo di Hugo, pubblicato nel 1831.

In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, l’architetto Renzo Piano afferma: «dovrà esserci continuità stilistica e storica con la struttura preesistente. Ma l’edificio dovrà essere più leggero. Le querce si trovano ancora, anche se non saranno del ’200 o del ’300. La Francia è ricca di foreste, usare il legno è un gesto intelligente, anche dal punto di vista ecologico. Ci sono boschi di rovere: lo abbiamo usato nel parco pensile del nuovo Tribunale di Parigi… Chi si occuperà della ricostruzione userà legno trattato con metodologie scientificamente più moderne e manterrà continuità con la storia, altrimenti si corre il rischio della Mole Antonelliana: fu ricostruita di cemento e per questo cadde subito, era venuta a mancare la continuità fisica».

Il gruppo assicurativo Groupama offre 1.300 querce allevate nei suoi terreni in Normandia. S’impegna a fornire, gratuitamente, querce pure il presidente degli Esperti Forestali di Francia (EFF), membro del Consiglio di amministrazione franceboisforet.fr Philippe Gourmain. In Italia, l’idea di destinare, a Notre-Dame, il legno delle foreste secolari delle Dolomiti, martoriate dal maltempo, nel 2018, viene al deputato Dario Bond.architettura

È il 2 maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è in Francia, per le celebrazioni del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, nella Valle della Loira, con il presidente Macron: dalla tomba, nella cappella di Saint-Hubert, adiacente al castello di Amboise, al castello di Chambord, passando per vinci-closluce.com Accompagnato, invece, dai ministri della Cultura francese, Riester e dei Beni e delle Attività Culturali italiano, Alberto Bonisoli, fa tappa, primo capo di Stato, a Notre-Dame(video recuperabili in youtube.com/user/presidenzarepubblica).

Nello stesso giorno, al Politecnico di Milano Polo territoriale di Mantova, il prorettore Federico Bucci presenta la VI edizione de MantovArchitettura (9 maggio 7 giugno 2019), progetto culturale nell’ambito delle attività della Cattedra Unesco in “Pianificazione e tutela architettonica nelle città patrimonio mondiale dell’umanità”. Nell’aula A.O.2. c’è musica nell’aria: una versione della ballata irlandese “The Field of Athenry”, inno di alcune squadre sportive. Poi, scorre il nutrito programma all’url mantovarchitettura.polimi.it Mostre, workshop didattici, dibattiti pubblici, convegni, incontri con progettisti internazionali aperti, gratuiti, in sedi diverse, agli studenti, ai professionisti (con possibilità di acquisire crediti formativi), al pubblico vasto ed eterogeneo.

Le esposizioni “Giulio Romano il racconto di carta: libri e autografi” alla Biblioteca Teresiana, fino al 10 agosto 2019 e “Messer Iulio Nostro Chiarissimo. Le fabbriche di Giulio Romano a Palazzo Ducale”, fino al 6 gennaio 2020, piuttosto che i convegni “Giugno Romano, Andrea Palladio e altre questioni venete”; “Giulio Romano e una villa come testo (e pretesto)”, il 14 maggioe 4 giugno 2019, al Campus Politecnico o “Attualità del manierismo”, il 31 maggio 2019, al Tempio di San Sebastiano, fra gli altri, preparano alla visita de “Con Nuova e Stravagante Maniera” (6 ottobre 2019 6 gennaio 2020), evento nato dalla collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e il Museo del Louvre di Parigi, in giulioromano2019.info

Le ri-costruzioni religiose a seguito del sisma del 2012, nel Nord Italia, sono, invece, al centro dei convegni Architettura sacra: il progetto contemporaneo” e “Architettura sacra: progettazione e gestione”, rispettivamente il 14 maggio, al Museo Diocesano “Francesco Gonzaga”, e il 28 maggio 2019, al Campus Politecnico (polo-mantova.polimi.it).

Fra le mostre si trova anche “Diseñando México. Architettura: necessità e libertà”, al San Cristoforo Urban Center (via Giulio Romano, 15 maggio – 9 giugno 2019). Il giorno dell’inaugurazione, si tengono le “Lezioni messicane” di giovani architetti “Rocha + Carrillo – Macìas Peredo”, al Tempio di San Sebastiano. Lì, dove, il 17 maggio, è fissato l’incontro con Pierre-Louis Faloci, proclamato vincitore, il 19 ottobre 2018, del “Grand Prix national de l’architecture”, dal ministro della Cultura francese Riester.

Non mancano tappe fuori Mantova. Appuntamento con “L’ultimo baluardo dell’architettura”, installazione e lectio magistralis di Eduardo Souto de Moura, il 19 maggio, a Borgo Valsugana, Trento, in artesella.it e con Juan Manuel Palerm, il 23 maggio 2019, a Piacenza, Sala dei Teatini (ex chiesa di San Vincenzo).

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