La Cassa Rurale di Trento verso l’assemblea dei soci con risultati in crescita

Cresce la raccolta, el masse amministrate e l’utile netto, mentre praticamente si dimezzano le sofferenze. 

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Cassa Rurale di Trento
Cassa Rurale di Trento: il direttore Pontalti con il presidente Fracalossi

La Cassa Rurale di Trento si prepara all’assemblea ordinaria dei soci del 15 maggio presentando un bilancio 2018 in piena salute e con dinanzi lo scenario di essere a breve una delle maggiori realtà creditizie del Gruppo Cassa Centrale Banca.

Il totale delle masse amministrate (raccolta diretta, indiretta e crediti alla clientela) ha registrato a fine 2018 il risultato globale di 3.578,7 milioni di euro. La raccolta diretta si è attestata a 1.628,7 milioni di euro. La raccolta indiretta, rappresentata dai titoli amministrati e dal risparmio gestito per conto della clientela, oltre ad altri prodotti finanziari ed assicurativi, è aumentata a 971,8 milioni di euro. In tale importo la componente del risparmio gestito ha espresso un’incidenza pari al 64,87%. La raccolta complessiva ammontava a fine 2018 a 2.600,5 milioni di euro.

Gli impieghi o crediti alla clientela si sono assestati a 978,2 milioni di euro, con una decisa contrazione del creditonon performing”, cioè le attività di credito deteriorate, che sono scese in corso d’anno a 70,5 milioni di euro rispetto ai 135,6 milioni di euro di fine 2017.

Il conto economico ha chiuso l’anno registrando un utile netto di 4,718 milioni di euro (con un più 13,6% rispetto all’anno precedente).

Il patrimonio, fondamentale elemento di solidità e garanzia di operatività, raggiungerà dopo il riparto dell’utile 2018 un valore contabile di 157,6 milioni di euro. I fondi propri, al netto delle rettifiche e integrazioni disposte da Banca d’Italia, risultano a fine anno pari a 159,6 milioni di euro, esprimendo un “Total Capital Ratio” (l’indice cioè di “solidità” della Cassa) pari al 16,52%.

Questi numeri collocano la Cassa Rurale di Trento nella prima fascia di merito, secondo la classificazione del modello “risk-based” della Capogruppo, conservando in questo modo ampia autonomia gestionale.

Tre le cariche consiliari in scadenza per le quali si ricandidano gli amministratori uscenti: Debora Cont, Giulia Degasperi e Paolo Frizzi.

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