Tredici gruppi di ricerca dei migliori atenei e enti di ricerca impegnati in “Tech2Biz”

A scuola di Design Thinking con Galileo Visionary District durante il programma pensato e organizzato da Venture Factory e LEF 4.0 (Lean Experience Factory).

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Tech2Biz

Scuola Italiana Design (Sid) al servizio della trasformazione della ricerca scientifica in un progetto di mercato multidisciplinareTech2Biz”: Sid e Start Cube (rispettivamente divisione di Formazione e incubatore universitario di Galileo Visionary District) collaborano con gli spin off e i centri di ricerca degli atenei di Padova, Bologna, Sassari e del Sannio, dei Politecnici di Milano e Torino, della Fondazione Bruno Kessler di Trento e di INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, durante il convegno multidisciplinareTech2Biz” pensato e organizzato da Venture FactoryLEF 4.0 (Lean Experience Factory) nella fabbrica modello digitale di San Vito al Tagliamento

Compito degli studenti di “Tech2Biz“, sotto la supervisione dei designer della divisione di Formazione di Galileo Visionary District e dell’incubare universitario padovano Start Cube, entrambe afferenti al parco scientifico padovano, confrontarsi con i rappresentanti di 13 progetti di ricerca il cui lavoro è stato selezionato in tutta Italia come PoC (“Proof of Concept”, uno stadio subito precedente a quello della startup) dal fondo d’investimento Vertis Venture 3 Technology Transfer, la cui dotazione è di 40 milioni di euro, all’interno della piattaforma ItaTech di Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Europeo per gli Investimenti (Gruppo BEI).

Il contributo di Galileo Visionary District è stato orientare l’approccio dei 13 gruppi di ricerca da un metodo scientifico/tecnico a uno più orientato al mercato. Un percorso di Design Thinking che aiuta i ricercatori a ragionare in una logica di prodotto (design di prodotto) anche attraverso percorsi finalizzati a guidare il cliente nella comprensione dell’innovazione proposta (customer journey).

Un’occasione di collaborazione con il meglio della ricerca italiana, dell’industria e della finanza al servizio dell’innovazione in cui Scuola Italiana Design e Start Cube saranno facilitatori ed acceleratori dei processi di product concept design per i PoC Program 2019 di Venture Factory negli spazi della Lean Experience Factory, centro di formazione esperienziale sul tema dell’Industry 4.0 e sulla Lean Production nato nel 2011 dalla joint venture tra McKinsey & Company e Unindustria Pordenone, Confindustria Udine, Polo Tecnologico di Pordenone, Consorzio Ponte Rosso, CCIAA di Pordenone.

«Obiettivo del progetto – dice Emiliano Fabris, direttore di Galileo Visionary District – è vedere uniti più attori per la trasformazione tecnologica del territorio: le università e i centri di ricerca da cui nascono spin off e futuri progetti di innovazione tecnologica, Venture Factory legata ad un’accelerazione economico/finanziaria e manageriale delle imprese e Galileo come partner di trasferimento tecnologico per avvicinare la ricerca scientifica applicata al mercato. In questi due giorni di formazione si lavorerà in maniera multidisciplinare integrando le competenze dei ricercatori universitari con quelle dei designer di Scuola Italiana Design e con quelle finanziarie e manageriali di Venture Factory. Così da dare gli strumenti necessari ai progetti di ricerca ed ai team di lavoro che vogliono provare a confrontarsi con il mercato».

«In un paese povero di materie prime, ma ricco di ingegno come l’Italia – afferma Nicola Redi, Managing Partner di Venture Factory – l’università e la ricerca sono i nostri giacimenti. I capitali da soli non possono estrarli, ma devono essere accompagnati da un insieme molto articolato e raffinato di competenze, nonché di strutture all’avanguardia. Accanto al nostro team, unico in Italia con professionisti di grande esperienza sia nel venture capital che nella grande industria e nella ricerca, oggi affianchiamo Galileo Visionary District – per il Design Thinking, e LEF 4.0 – con le sue metodologie e la sua infrastruttura leader in Europa per la trasformazione digitale nella manifattura, nei servizi e R&D. Queste collaborazioni, assieme a quelle con le università e gli enti di ricerca che abbiamo avviato in questi anni, ci permettono di mettere a disposizione del Paese uno strumento di sviluppo economico, basato sul trasferimento tecnologico, fra i più avanzati a livello internazionale».

«Il modello innovativo sviluppato da Confindustria Pordenone assieme a McKinsey in LEF – ha detto Paolo Candotti, direttore di Unindustria Pordenone – trova nel caso di specie anche importanti conferme nel segmento della trasformazione tecnologica applicata al design. Un luogo in cui le aziende comprendono come l’integrazione tecnologica in un modello produttivo basato sulla connessione digitale può migliorare l’efficienza. A prescindere dalla materia trattata, il modello di formazione in Lean Experience Factory è basato sull’apprendimento esperienziale, peculiarità che la differenzia dalle altre scuole di formazione ed al quale si aggiunge la possibilità di accedere alle più aggiornate best practice internazionali . Per il mercato la direzione del cambiamento è la personalizzazione di massa, quindi l’incremento della flessibilità produttiva, la riduzione del time to market e del ciclo di vita di un prodotto. E la digital trasformation, sulla quale Unindustria Pordenone investe risorse importanti da diversi anni, impatta significativamente su buona parte dei processi delle imprese».

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